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Attualità - Evidenza - Regione - 30 Giugno 2020

Gianni D’Uva licenziato in tronco dalla Molise Dati

Clamoroso a Campobasso: la Molise Dati, società informatica partecipata dalla stessa Regione, ha licenziato per giusta causa uno dei suoi dirigenti di punta: l’ingegnere Gianni D’Uva, molto conosciuto per essere il figlio di un ex presidente della Regione, lo scomparso Giustino D’Uva, ma anche per essere stato consigliere e assessore regionale lui stesso, prima di essere assunto da Molise Dati. La risoluzione del rapporto di lavoro è stata comunicata a D’Uva venerdì e già dopo poche ore l’oramai ex dirigente si era messo in contatto sia con l’organizzazione sindacale nazionale dei dirigenti, sia con lo studio legale che lo seguirà in quella che si preannuncia come una vertenza abbastanza accesa. Da capire se la posizione di Gianni D’Uva sia diventata precaria dopo che, lo scorso 4 maggio, l’ingegnere inviò una lettera aperta ai membri del consiglio regionale: il tema riguardava la gestione di Molise Dati.“Se la Molise Dati non serve alla Regione è meglio chiuderla”. Era questo il senso della missivainviata ai consiglieri regionali non come dipendente, bensìin qualità di rappresentante sindacale di Manageritalia.Una lettera che però venne immediatamente contestata nei contenuti dallo stesso presidente di Molise Dati, Giuseppe Tondi, il quale parlò di «dichiarazioni del tutto arbitrarie, palesemente false e prive di ogni fondamento giuridico, Molise Dati e la sua Governance – concludeva la nota di Tondi – si riservavano il diritto di agire nei confronti del dichiarante in tutte le sedi giudiziarie competenti, a tutela di Molise Dati e della propria immagine di qualificati professionisti». E probabilmente oggi il licenziamento in tronco di Gianni D’Uva è la diretta conseguenza di quel diritto di agire invocato dal Cda di Molise Dati. Ma che diceva D’Uva nella sua lettera aperta al Consiglio Regionale? Affermava, tra l’altro, che: «Si stava consumando l’ennesimo e probabilmente conclusivo scempio della società informatica regionale di cui la Regione Molise detiene la totalità delle azioni: oggi vige unicamente una impropria convenzione quadro che, lungi dall’assicurare la sopravvivenza della società, le garantisce un contributo dichiaratamente inadeguato. Ma tutto questo sarebbe risolvibile, se solo la Regione avesse provveduto a saldare il debito multimilionario che aveva contratto negli anni con la sua società “in house”» Queste dichiarazioni D’Uva le aveva fatte in qualità di dirigente di un sindacato. La domanda è se D’Uva sia stato licenziato per queste dichiarazioni e, se è così, il licenziamento di un sindacalista è possibile? Sicuramente la vicenda finirà in tribunale.

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