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Apertura - Attualità - Evidenza - Politica - Regione - 26 Giugno 2020

Regione: maggioranza compatta, ma Michele Marone deve andare via

Toma deve ripristinare lo ”status quo ante” la nomina di Michele Marone. Questo il risultato più immediato della riunione della maggioranza, a Campodipietra, in casa di uno degli undici rappresentanti del Centrodestra regionale. Un posto appositamente scelto per evitare distrazioni e tentare una complicata riconciliazione tra le vari anime della maggioranza che sostiene Donato Toma e che non ha sicuramente voglia di tornare a casa. Quindi per ora nessun sostegno alla mozione di sfiducia di Grillini e Pd, ma una richiesta immediata e precisa al governatore: quella di far tornare indietro le lancette dell’orologio e ripartire dalla giunta a quattro. Tempi?

Non c’è nessun ultimatum a Toma, ma il destino di Michele Marone appare segnato, in consiglio non c’è nessuno che lo appoggia, ragion per cui la sua posizione si fa, giorno dopo giorno, sempre più debole. C’è l’unanimità sotto la richiesta al governatore di tornare sulle sue decisioni e la mancanza di un contatto ufficiale tra Toma e Salvini, a Termoli, è un ulteriore segnale dei complicati rapporti tra Lega e Presidente della Regione.

Insomma Marone non trova appigli, la seconda parte del documento firmato all’unanimità dalla maggioranza è quella che riguarda il futuro e qui c’è un’altra precisa indicazione a Toma: qualunque incarico futuro, tra assessorati, commissioni consiliari e presidenza del consiglio, dovrà essere asegnato a componenti della maggioranza. Quindi un no categorico a risorse esterne al gruppo del Centrodestra.

Su entrambi i punti: quinto assessore e futuri incarichi l’unanimità della maggioranza è stata totale.

Chiaramente, dietro il documento c’è tutto un programma da concordare e un’opera di tessitura di una ragnatela diplomatica per tenere buoni tutti ed evitare nuovi strappi. Sarà un’estate calda, anzi caldissima, per Donato Toma che, per far quadrare i conti, dovrà davvero sudare le classiche sette camice.

Infine si è parlato anche della decisione del consiglio dei ministri che però non ha dato nessuna scossa alla maggioranza che ha confermato tranquilla come l’articolo della legge che elimina la surroga degli assessori non sia stato oggetto di rilievi. Quindi niente di preoccupante, se ne occuperanno gli avvocati.

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