Home Attualità Tiziano Di Clemente: “Annullare la ‘norma bavaglio’ dell’Asrem. Libertà di parola per i sanitari”
Attualità - Evidenza - Isernia - Regione - 25 Giugno 2020

Tiziano Di Clemente: “Annullare la ‘norma bavaglio’ dell’Asrem. Libertà di parola per i sanitari”

Procedimento disciplinare in vista per Ettore Rispoli, senologo, dirigente medico del Veneziale. Ha parlato con i giornalisti. È Tiziano Di Clemente, del Pcl, che scende in campo a favore del professionista, affermando:

“L’incendio del 29 maggio al reparto di senologia del Veneziale di Isernia di ipotizzata origine dolosa, ribadiamo, è solo uno dei tanti esempi della mala gestio locale della sanità pubblica.

Come già detto, il reparto di senologia di Isernia da sempre molto qualificato ed efficiente, è stato preso di mira nell’ottica di attacco alla sanità pubblica molisana, paventandone l’assurdo smantellamento contro le esigenze delle tante donne che se ne servono.

Sicché, invece di impiegare le energie per rafforzare tale servizio, come se non bastasse, il medico di tale reparto Rispoli (molto elogiato dalle pazienti) viene anche sottoposto a procedimento disciplinare dai vertici burocratici della ASREM, per aver espresso pubblicamente, sul tema di sua competenza, legittime opinioni non gradite a lor signori.

Come già fatto con il medico del Pronto Soccorso Pastore, di nuovo si utilizza una “norma bavaglio” di regolamento della ASREM, un residuato di matrice fascista.

Né si può negare l’obiettivo nesso tra la difesa della libertà di espressione contro tale provvedimento disciplinare e la difesa del reparto di senologia dell’Ospedale pubblico di Isernia.

Ovviamente sul piano giuridico sarà la magistratura a stabilire la legalità o meno della condotta dei vertici della ASREM, ma, nel respingere giustizialismo e feticci della “legalità”, sappiamo che un conto è la sentenza di un giudice di questo Stato, che nondimeno chiediamo sia a favore del medico colpito in caso eventuale sanzione, altro conto è la giustizia sul piano democratico e sociale che prescinde dagli esiti giudiziari.

Contro tale provvedimento disciplinare perciò opponiamo e rivendichiamo non solo la libertà di espressione, ma anche il diritto democratico della popolazione molisana di conoscere le opinioni e le informazioni di una persona qualificata, per la tutela del diritto alla salute che va sopra ogni altra cosa.

E anzi rivendichiamo da sempre il controllo sociale e democratico sulla stessa ASREM, sulla gestione dei servizi e sulla elaborazione dei piani sanitari.

Ricordiamo in generale che, pur avendo assunto la veste “aziendalistica manageriale” del tutto incompatibile con un servizio di tutela del diritto alla salute, per rincorrere le disastrose baggianate leghiste, hanno minato l’unitarietà del servizio nazionale, che poteva invece basarsi sul centralismo democratico al fine di garantire l’omogeneità in meglio sul territorio.

In ogni caso le aziende sanitarie regionali devono essere servitrici e non padrone della collettività: il diritto alla salute non può essere lasciato in balia di decisioni prese nelle segrete stanze di giunte regionali e di vertici politico-burocratici loro fiduciari, tanto meno degli interessi forti che ne condizionano le scelte in conflitto con le esigenze popolari.

Il Coordinamento molisano delle sinistre di opposizione (PCI, PMLI, PCL, LA CITTA’ FUTURA) vuole costruire l’unità di azione sociale e di classe nel nostro per questa prospettiva, anche partendo da queste singole battaglie su casi singoli ed immediati.

Ciò premesso diffidiamo pubblicamente la Giunta regionale fascio leghista di Toma e il vertice burocratico della ASREM:

1)- ad annullare immediatamente il procedimento disciplinare volto a censurare le opinioni e informazioni qualificate utili alla collettività legittimamente espresse dal dott. Rispoli ed anzi a favorire la diffusione delle idee e dei dibattiti sulla tutela del diritto alla salute sul territorio;

2)- a cancellare la norma bavaglio dal regolamento della ASREM, di matrice fascista, che si utilizza per censurare la legittima e qualificata libertà di espressione”.

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