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Alla scoperta del patrimonio ambientale dell’hinterland di Venafro

Nel periodo il tempo è assolutamente propizio perché col sole e le temperature gradevoli la natura -nel caso in argomento quella sana ed incontaminata di Venafro, concetto estensibile comunque a tant’altre aree geografiche della nostra splendida Penisola- riparta alla grande, proponendo il meglio di se sotto il profilo ambientale. Siamo agli albori dell’estate e, andando finalmente in giro a destra e a manca dopo il “tutti tappati dentro” del covid 19, si viene letteralmente investiti, assaliti in maniera assai piacevole da un carosello di odori, colori, prodotti e fenomeni ambientali quanto mai graditi. Quest’oggi ci soffermiamo sugli odori naturali venafrani che le qualità olfattive di ciascuno percepiscono, catturano e diffondono per il benessere psico/fisico del nostro organismo. Quali e quanti gli odori naturali di Venafro? Tanti e tutti assai piacevoli. Cerchiamo addirittura di “percepirli” via web, ammesso (e non concesso) che tanto sia possibile. Per riuscire nell’intento usiamo i punti cardinali. Numerosi, come accennato, gli odori, i profumi naturali che nel presente periodo invadono piacevolmente l’abitato venafrano, risultando oltremodo graditi. Ed allora in marcia, entrando da sud. Giusto all’imbocco meridionale dell’abitato cittadino si percepisce l’odore del tiglio quale biglietto da visita, addirittura con persone che rallentano sotto i tanti tigli all’ingresso sud di Venafro per gustarne odori e colori. Chi entra da ovest s’imbatte invece nei millenari ulivi, che coi loro fiori e profumi inebriavano nell’antichità le popolazioni del tempo e continuano stupendamente a farlo con le genti del terzo millennio. Proseguendo, a nord dell’abitato ci s’imbatte nel giallo magnifico delle ginestre pedemontane che riempiono meravigliosamente gli occhi e subito dopo si viene catturati dal loro ineguagliabile profumo naturale, testimonianza precisa di un ambiente quanto mai sano, ricco e prezioso. La chiusura con l’est venafrano ed il suo patrimonio orientale unico, ossia le robinie, alberi magnifici che accompagnano quanti entrano o escono dalla città lungo la statale 85. Grappoli bianchi di fiori che pendono copiosi da tali alberi, diffondendo profumi che fanno la gioia di ogni olfatto. Natura varia e ricca quindi quella venafrana, che spazia dall’ulivo alle ginestre, dalle robinie al tiglio, ribadendo a piene mani e ad alta voce la sua assoluta affidabilità/salubrità e diffondendo per l’aere odori naturali unici, quale testimonianza e segno incontrovertibili di una natura certamente sana.
Tonino Atella

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