Nel pieno rispetto del distanziamento sociale, in tanti hanno raggiunto il piazzale della chiesa dei santi Martino e Nicola di Venafro per dare l’ultimo saluto a Stefano Patriciello. Le persone presenti sarebbero state molte di più, ma l’appello al rispetto delle regole per prevenire i contagi – lanciato dall’europarlamentare Aldo Patriciello – ha centrato l’obiettivo. In effetti l’imprenditore era infatti molto conosciuto e amato. E non solo nella sua città. In questo caso è stato però doveroso dare la precedenza ai familiari e agli amici più stretti che almeno idealmente hanno voluto abbracciare la moglie e i figli, composti nel loro dolore. Tra i preti che hanno celebrato la messa anche don Maurizio Patriciello, noto per il suo impegno sociale nella Terra dei fuochi. Sulla bara c’erano la sciarpa e la maglia del Napoli, di cui Stefano Patriciello era tifosissimo, oltre naturalmente a quella del Venafro, la squadra nella quale ha giocato per molti anni, lasciando in tutti un ottimo ricordo, dentro e fuori dal campo. Intanto proseguono le indagini dei Carabinieri per fare chiarezza sulle cause della morte dell’imprenditore, investito sul cantiere alle porte di Colli a Volturno. Nei confronti dell’uomo di 70 anni che era alla guida della Punto la Procura di Isernia ha ipotizzato il reato di omicidio stradale. Nel frattempo sono migliorate le condizioni dell’altra persona investita, dipendente dell’azienda di Patriciello. L’uomo, di 46 anni, è ricoverato al Neuromed di Pozzilli.

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