Abbiamo detto in questi giorni di tutti i passaggi che sta compiendo la società del Campobasso Calcio: dall’approvazione dei bilanci, alle prime conferme a livello di rosa, al lavoro che si sta portando avanti per organizzare e un campionato di Lega Pro e uno di quarta serie. Una progettualità importante, in anticipo con i tempi, a dimostrazione di una volontà massima di farsi trovare pronti in caso di ripescaggio. Al contrario non possiamo dire lo stesso del Comune di Campobasso in merito alla questione dello stadio di Selvapiana. L’impianto sportivo negli ultimi dieci anni ha visto ridotta la sua capienza per delle nuove direttive arrivate dal Governo (ricordiamo i fatti di Catania del 2007 che hanno segnato un punto di svolta nella sicurezza degli stadi, parliamo dell’area pre-filtraggio, dei tornelli all’ingresso, della videosorveglianza, della sala Gos e tante altre prescrizioni infrastrutturali che sono vincolanti per la capienza) inoltre pian piano con il passare degli anni la struttura è andata in decadimento. Troppi anni senza rinnovare, troppi anni senza sistemare lo stadio a livello strutturale, il risultato? Settori chiusi, spettatori costretti ad assistere alle partite senza una copertura in particolare quando piove, ed un numero esiguo, circa 4000, il massimo dei posti disponibili (ad onor del vero quella di Campobasso è la situazione del 70% degli stadi italiani, anche a livello di serie A, vecchi, fatiscenti e mai sistemati dopo il boom degli anni 80 e dei campionati del mondo del 1990). Dopo tantissimi anni, grazie alla proprietà di Mario Gesue, il Campobasso ora ha una programmazione e la volontà di impiantarsi in modo stabile nel campionato professionistico di Lega Pro. Ecco perché, ora più che mai, l’ammodernamento e la messa a norma dello stadio sono condizioni necessarie per soddisfare al massimo la società ed in particolare i tifosi rossoblu. Uno stadio con maggiore capienza, da vivere in sicurezza e con settori coperti, è un beneficio per tutti. Una condizione necessaria per una crescita complessiva anche dell’economia cittadina (pensiamo alla possibilità di accogliere tifoserie avversarie che stazionano a Campobasso nel giorno della partita ma anche in quello precedente).

Lo scorso mese di aprile, esattamente il 29, la Regione Molise ha stanziato 700 mila euro con delibera di Giunta destinati allo stadio di Campobasso. Obiettivo alzare la capienza a 14.000 mila posti, spese da effettuare per bonifica dei corpi ferrosi, installazione dei tornelli con sistema elettronico d’accesso, adeguamento dei locali per antidoping, sala Gos e videosorveglianza. Questi 700 mila euro non sono ancora ancora esigibili, le tempistiche sono in dirittura d’arrivo, ma è qui che il Comune di Campobasso, padrone dell’impianto, è in colpevole ritardo. Sarebbe il caso di avviare l’iter burocratico, come ad esempio la gara di appalto (circa due mesi), e farsi trovare pronti nel momento in cui i fondi saranno disponibili. Insomma velocizzare l’iter e ragionare da subito su una capienza di 14000 posti. Al contrario dalla sede centrale del Comune di Campobasso, le indicazioni sono quelle di voler puntare alla capienza di 7500 posti a settembre prossimo, poi nell’estate del 2021, esaurire i fondi regionali e aumentare la capienza a 14.000. A tal proposito si è espresso anche il presidente della Figc Molise Piero Di Cristinzi che ai nostri microfoni ha richiesto maggiore celerità nel mettere in moto la macchina burocratica, da parte del Comune di Campobasso, anche per poter ospitare un match della nazionale under 21. Un appello forte e significativo che senza dubbio fa il paio anche con quello della società rossoblu che ha tutti gli interessi affinché si possa utilizzare, nel più breve tempo possibile, un impianto a norma.

A proposito dei lavori previsti dal Comune, parliamo di 200 mila euro reperiti dalle casse comunali, obiettivo portare a 7500 posti lo stadio entro settembre, non ci sono news. Probabilmente i lavori partiranno nei prossimi giorni, non sappiamo la data. Detto questo non vorremmo trovarci ai nastri di partenza del prossimo campionato, che sia Lega Pro o Serie D, ancora in alto mare o con le stesse condizioni di oggi. In chiusura attendiamo l’avvio di questi primi lavori e auspichiamo, nel più breve tempo possibile, l’inizio dell’iter burocratico per ridurre i tempi nel momento in cui saranno esigibili i 700 mila euro della Regione. L’ammodernamento dello stadio è sicuramente una condizione necessaria per la sostenibilità del calcio a questi livelli. Certo si attendono anche delle novità sul fronte riapertura degli stadi con presenze di pubblico sugli spalti dopo l’emergenza covid-19. L’auspicio è che già ad agosto si possano riaprire gli stadi con presenze ovviamente ridotte, una linea che sta portando avanti la Uefa per la fase finale della Champions e dell’Europa League.

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