Per zoonosi si intendono tutte quelle malattie che si trasmettono dagli animali all’uomo esse sono  causate da virus, batteri, funghi, prioni e secondo l’OMS  il loro studio costituisce uno dei settori di maggior interesse della medicina umana e veterinaria. Secondo la virologa Ilaria Capua i tre coronavirus che si sono succeduti in meno di vent’anni rappresentano un forte campanello di allarme.
Se la scienza ancora si divide sulle diverse teorie che spiegano l’esistenza dei virus quello che sappiamo di certo è che la famiglia dei coronavirus (così chiamati per la forma sferica con le protuberanze con cui attaccano la membrana delle cellule) comprende sia le forme meno aggressive di raffreddore, sia virus molto temibili come SARS-CoV-1( Severe Acute Respiratory Syndrome), apparsa per la prima volta nella provincia di Guangdong nel 2002 , la MERS-CoV (MERS, Middle East Respiratory Syndrome )apparsa per la prima volta in Arabia Saudita nel 2012, l’Ebola,  il virus Marburg, il virus Hendra, il virus della Rabbia e il virus Nipah, l’Influenza Aviare e la SARS-CoV-2  (Sindrome Respiratoria Acuta Grave – Coronavirus 2).
In molti si chiedono se esista una correlazione tra le varie tipologie di virus, come il COVID-19  che sta terrorizzando il Pianeta, e la distruzione dell’ecosistema, a questo quesito probabilmente non esistono delle risposte certe ma sia il WWF che  l’UNEP (United Nations Environment Programme, Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente), affermano che per tutelare la salute umana bisogna conservare la biodiversità, in quanto le pandemie sono l’effetto boomerang della distruzione dell’ecosistema.
La Pandemia di COVID-19 non è la prima e non sarà neanche l’ultima, infatti nella storia si sono ripetute con andamento ciclico e con una frequenza in aumento a seguito dello sfruttamento della Natura. Secondo uno studio dell’università Zhejiang di Hangzhoui2, il contagio da SARS-CoV-2 nell’uomo potrebbe aver avuto origine, oltre che nel grande mercato di animali di Wuhan, anche in un altro luogo e secondo i ricercatori dalle analisi delle sequenze genetiche del virus vi sono due ceppi del virus SARS-CoV2: il tipo 1, che non ha ancora un’origine chiara, e il tipo 2 che è predominante e più contagioso, nato probabilmente nel mercato di Wuhan. Nel frattempo ulteriori ricerche hanno suggerito che proprio dalla vendita dei pipistrelli vivi e/o macellati nei mercati cinesi vi sia l’origine dell’epidemia. I pipistrelli rappresentano il serbatoio naturale del virus, i responsabili sono i rinolofidi (genere Rhinolophus) cioè particolari pipistrelli noti come ferro di cavallo che vivono in Asia, in Medio Oriente, in Africa e in Europa.
Tra il genoma del SARS-CoV-2 umano e il genoma di un coronavirus trovato in un pipistrello di Wuhan è stata registrata una differenza tra le rispettive sequenze RBD (Receptor Binding Domain), ovvero la sequenza genetica che codifica i recettori che servono ai virus per legarsi alle cellule e penetrarvi, questo ha portato a pensare che il virus del pipistrello sia passato attraverso un ospite intermedio prima di arrivare all’uomo, a tal proposito è opportuno specificare che vi sono ospiti serbatoio (o reservoir) e ospiti di amplificazione: nel primo caso il patogeno vive e si moltiplica negli ospiti (pipistrello), spesso senza provocare la malattia, nel secondo caso l’ospite di amplificazione, invece, è una specie animale che è permissivo alla replicazione dell’agente, favorendone così una rapida disseminazione e, se a contatto con l’uomo, aumenta notevolmente il rischio di salto di specie. (Spillover).
La trasmissione del virus da umano a umano è la più pericolosa perché con una moltitudine di esseri umani che si assembrano, socializzano e viaggiano possono generare delle vere e proprie epidemie che successivamente si trasformano in pandemie.
In tutto questo gli ecosistemi naturali hanno un ruolo fondamentale perché tra le cause della diffusione di pandemie emergenti vi sono fattori importanti come la perdita di habitat, la creazione di ambienti artificiali, la manipolazione e il commercio di animali selvatici e più in generale la distruzione della biodiversità. L’uomo con le proprie azioni ha alterato l’ecosistema determinando la nascita di una nuova epoca chiamata “Antropocene”, termine coniato negli anni Ottanta dal biologo Eugene Stoermer per indicare l’impatto che l’uomo ha avuto sull’equilibrio del Pianeta.
Secondo Ilaria Capua, nota virologa e medico veterinario che oggi dirige il One Health of Centre Exellence in Florida, in un editoriale della rivista «Viruses» parla di “One Health (r)Evolution” invogliando la comunità scientifica a dotarsi di studiosi in grado di lavorare in quest’ottica per far fronte alle insidie del pianeta che si interessa a come la salute degli esseri umani sia strettamente legata alla salute degli animali e dell’ambiente, un concetto strategico riconosciuto dall’UNEP, all’UNDP, dalla OMS alla FAO e all’OIE. (Gabriele Scarduzio)

Potrebbe interessanti anche:

33ª edizione della Fiera del Tartufo Nero a San Pietro Avellana il 13 e 14 agosto

Il prezioso oro nero della terra molisana protagonista il 13 e 14 agosto di uno degli appu…