Gli anticorpi naturali, ricavati dal plasma dei pazienti guariti, stanno dando ottimi risultati. Il problema è però rappresentato dalle donazioni: potrebbero essere insufficienti. Ma ora una novità incoraggiante potrebbe arrivare da una ricerca internazionale che vede tra i suoi protagonisti anche il Neuromed. Lo studio guidato dall’università canadese di Toronto – e alla quale l’Italia partecipa anche con l’Università di Torino, lo Spallanzani e per l’appunto l’istituto di Pozzilli – ha dimostrato che che anche gli anticorpi monoclonali sintetici neutralizzano il virus. Ciò significa che possono essere prodotti in laboratorio, in tempi abbastanza rapidi e con risultati soddisfacenti, dicono i ricercatori che stanno lavorando al progetto. Tra i vantaggi degli anticorpi sintetici, quello di adattarsi a eventuali mutazioni del virus. Il gruppo italiano è già nelle condizioni di procedere con la sperimentazione clinica. E si augura che possa essere fatta anche in Italia. In attesa del vaccino, significherebbe avere in tempi rapidi un’arma efficace contro il virus. Intanto i ricercatori del Neuromed hanno incassato un altro importante riconoscimento. Un lavoro scientifico di Marialaura Bonaccio è stato infatti premiato dalla fondazione Veronesi. La ricercatrice del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione di Pozzilli ha condotto uno studio sugli effetti benefici del peperoncino nella prevenzione di patologie croniche e degenerative. La fondazione ha assegnato due borse di studio anche ad altri due ricercatori del Neuromed, Alessandro Gialluisi e Fabrizia Noro. Porteranno avanti i loro studi al Neurobiotech a Caserta e all’Università di Lovanio, in Belgio.

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