Tutti lo sapevano da mesi. Domenica 14 giugno 2020, giorno di Corpus Domini, rimarrà una data che racconteranno gli storici futuri. Quella giornata, a causa dell’emergenza del Covid19, i Misteri rimasero spogli nella sede del Museo di via Trento che li tiene in custodia.
Oggi non ci sarà il rito della vestizione, così caro ai componenti dell’associazione e agli stessi protagonisti. I veterani, Antonio Santella, da quasi un ventennio Abramo, con la sua barba vera che si lascia crescere durante tutto l’anno proprio per esibirla in processione.
Italo Stivaletti, che si tinge il volto e le mani di nero, che si diverte a tirare su i bambini e stropicciarli per marchiarli con la carbonella del diavolo. Non potrà esibire alla platea e alla sua donzella gli sberleffi che lo hanno reso famoso.
Non sapremo chi avrebbe dovuto interpretare il ruolo della donzella, figura intrigante e affascinante che non si lascia tentare dal diavolo e resiste serissima e austera per l’intera processione.
Ci mancheranno i volteggi e i sobbalzi dei bambini sospesi in aria, i veri protagonisti della sfilata dei Misteri di Paolo Saverio di Zinno. Non assisteremo alle acrobatiche sistemazioni sulle scale issate oltre i quattro metri per sistemare una coroncina di fiori, per dare da bere a un angioletto.
Non ci sarà la cascata di caramelle lanciate dai balconi e dalle finestre del borgo, uno dei posti più spettacolari e commoventi dove vedere passare gli Ingegni.
Non ci saranno il comando del un due tre scannett’allerta i volti sudati, affaticati, ma orgogliosi di rendere possibile un evento così straordinario dei portatori, dei capi squadra.
Non ci sarà quella musichetta travolgente, la marcia del Mosé di Rossini, che ogni campobassano ha nel cuore e che in città significa una sola cosa: festa.
E non ci saranno le decine di migliaia di persone che fanno da cornice a questo spettacolo travolgente.
Un anno silenzioso, avvolto da un sentimento di tristezza, in una giornata che doveva essere di festa e che somiglierà a tante altre. E che ognuna delle persone che ama i Misteri li accompagnerà idealmente nel percorso tradizionale, dove è abituata a vederli e a lasciarsi trasportare in questa suggestione del volo.
Li accompagneremo al rientro, quando tutto finisce e le macchine vengono deposte in attesa del prossimo Corpus Domini.
E’ così che vogliamo salutarli: con l’augurio che si scambiano i portatori e i protagonisti di questa festa: a meglie a meglie, all’anne che vé.

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