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Attualità - Cronaca - 13 Giugno 2020

Anziani trasferiti, rom e Centro Covid: Florenzano raccconta i suoi primi cento giorni alla guida dell’Asrem

Si è insediato al vertice dell’Azienda sanitaria regionale del Molise lo scorso 29 febbraio, dopo due giorni il primo caso Covid positivo in Molise. Oreste Florenzano racconta in una intervista all’Ansa i suoi primi 100 giorni da direttore generale partendo proprio da quella data, il 2 marzo. “Non ho mai immaginato potesse accadermi questo – dice – perà è stata un’esperienza molto formativa. Abbiamo intrapreso una vera battaglia che ha messo a dura prova tutta la struttura”.

Florenzano evidenzia il lavoro svolto “attraverso una forte collaborazione” con la struttura aziendale e gli operatori sanitari dell’ospedale ‘Cardarelli’ di Campobasso, centro Hub regionale per il Coronavirus. Il percorso Covid e’ stato studiato e definito attraverso linee guida “immaginando tutti i sistemi di sicurezza da predisporre”. Misure che hanno risposto alle aspettative: “Non abbiamo avuto alcuna infezione ospedaliera – ricorda – anticipando anche alcune disposizioni del Ministero”.

L’imponderabile però si presenta dopo pochi giorni con il cluster di Termoli. “In quella situazione – spiega – ci siamo presi una grossa responsabilità bloccando le attività all’ospedale ‘San Timoteo’. Rivendico con forza questa operazione, anche se è stata criticata; in quei giorni bastava un piccolo errore per creare un danno irreparabile”. Da questa emergenza, a quella relativa alle Case di riposo di Cercemaggiore e Agnone. “Anche in questo caso – osserva – abbiamo dovuto compiere scelte non semplici, abbiamo provato a interloquire con altre autorità che a nostro parere avrebbero dovuto intervenire, ma alla fine ci siamo trovati soli, unico al nostro fianco il governatore Donato Toma”.

Florenzano ricorda anche le immagini della colonna di ambulanze partita di notte con destinazione l’ospedale di Venafro, struttura che avrebbe accolto gli anziani ospitati nelle Case di riposo. “Non è stata una deportazione, come qualcuno l’ha definita – sottolinea – ma un’operazione di salvataggio. Se non fossimo intervenuti in quella maniera, avremmo contato molti più lutti. Sono orgoglioso di quello che ho fatto”.

Il dg Asrem parla anche del cluster rom di Campobasso che ha mobilitato la stampa nazionale. “Se fosse stato un problema gestionale Asrem mi avrebbero appeso per i piedi, in questo caso le responsabilita’ vanno ricercate altrove”.

Sull’ipotesi di realizzare il Centro Covid al Vietri di Larino Florenzano è scettico: “La struttura può e deve essere riempita di contenuti corretti e gestibili, non si può pensare di riempirla di contenuti per l’emergenza Covid perché questa prima o poi finirà e ci troveremo ad aver speso molte risorse che rimarranno lì. E’ immaginabile la realizzazione in tempo utile, in un qualsiasi posto della regione, di una struttura Covid? Ritengo di no; bisogna trovare una situazione che dia una riposta nel breve e medio termine. Per Larino ci sono, tra le altre cose, criticità anche strutturali e per ipotizzare interventi antisismici occorrono 34 milioni, oltre ad altre risorse per gestirlo. Sto chiudendo il primo trimestre Asrem con un deficit di 11 milioni, se le cose continuano così a fine anno avremo un deficit strutturale di circa 44 milioni”.

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