Nei dodici i centri socio-educativi del Molise la quarantena di fatto continua. Almeno per ora centinaia di ragazzi con disabilità sono costretti a restare a casa. “Le cause vanno ricercate in una determina che non solo è stata fatta in ritardo, ma ha anche creato un corto circuito tra Asrem e Regione” ha detto Nino Santoro, presidente della Lai-lavoro anch’io di Isernia. Nella sua cooperativa si è creato un paradosso: i tre ragazzi assunti possono lavorare, mentre gli altri ragazzi che frequentano il centro socio educativo sono costretti a restare a casa. “Sono ai domiciliari senza aver commesso reati. Ci chiediamo: perché?”. La Lai lancia un appello al neo assessore regionale alle politiche sociali Michele Marone, affinché questa situazione venga sbloccata al più presto. A casa, dopo mesi chiusura forzata, la situazione è diventata insostenibile. La chiusura forzata oltre a creare difficoltà alle famiglie sta bloccando le attività agricole e artigianali della cooperativa. Ci sono tante consegne da fare, ma i ragazzi non possono andare in sede e riprendere le loro attività abituali.

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