Home Attualità “Niente processioni”, il vescovo della diocesi di Isernia-Venafro scrive ai parroci

“Niente processioni”, il vescovo della diocesi di Isernia-Venafro scrive ai parroci

Processione San Nincandro a Venafro (foto d’archivio)

E’ arrivata, ad onor del vero senza sorprendere più di tanto essendo abbondantemente scontata, la disposizione ufficiale del Vescovo d’Isernia/Venafro, Mons. Camillo Cibotti, circa l’impossibilità di tenere nel periodo processioni o manifestazioni di carattere religioso che possano creare assembramenti e quindi pericoli di contagi. Il Pastore Diocesano l’ha scritto a chiare lettere nella propria missiva trasmessa ai Parroci diocesani, perché questi se ne facciano portavoce presso i fedeli e i comitati festa dei prossimi appuntamenti celebrativi nei singoli Comuni dell’isernino. Alcuni passaggi dello scritto del Vescovo Cibotti ai Parroci della Diocesi d’Isernia/Venafro: “Sembra che le restrizioni di questa pandemia causata dal covid 19 volgano al termine”, scrive Mons. Cibotti. “Eppure deve rimanere alta l’attenzione -prosegue il Vescovo- e bisogna mantenere il fermo rispetto delle regole per salvaguardare la nostra salute. Le nostre chiese parrocchiali hanno riaperto le porte e le attività, anche se a rilento, si rimettono in moto. I mesi che si presentano davanti a noi sono impegnativi, anche perché carichi di momenti tradizionalmente forti per le nostre Comunità parrocchiali. Infatti giugno, luglio, agosto e settembre racchiudono diverse festività patronali. Basti pensare alle Solennità dei Santi Nicandro, Marciano e Daria e dei Santi medici Cosma e Damiano. Insieme a voi, e con voi, mi chiedo come venire incontro alla devozione del nostro popolo e come saziare il desiderio di una venerazione che appartiene alla storia di questa Chiesa locale. La situazione attuale impone tanta prudenza e l’osservanza delle disposizioni governative che vietano le manifestazioni esterne come le processioni religiose, le fiere e i mercati. Ecco perché mi sento in obbligo di ricordare che non sono possibili nell’ambito dei festeggiamenti religiosi né processioni né manifestazioni di carattere religioso che possano creare assembramenti. Pertanto carissimi Parroci ognuno di voi si faccia portavoce di questa necessità, educando il popolo di Dio affidatoci ed esponendo le motivazioni. Ai Comitati Festa va raccomandato di non programmare iniziative che possano generare confusione e provocare sanzioni amministrative da parte delle Forze dell’Ordine”. Ergo, festività senza processioni e riti religiosi che possano provocare assembramenti e pericoli, con gli appuntamenti ridotti al minimo, sperando in un futuro prossimo diverso.
Tonino Atella

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