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Apertura - Evidenza - 5 Giugno 2020

Legambiente alla Regione: serve cambiare passo partendo da uno sviluppo sostenibile

Cambiare passo e avviare un confronto sullo sviluppo sostenibile, l’economia circolare, la banda larga, le aree interne e l’agricoltura. Sono le richieste avanzate da Legambiente alla Regione, nella giornata mondiale dell’ambiente.
Proprio durante l’emergenza ancora in atto – dicono dall’associazione – è quanto mai necessario avviare con forza e consapevolezza un confronto sui temi ambientali.
“E’ importante – ha spiegato il direttore regionale di Legambiente, Andrea De Marco – aprire un dibattito su argomenti che possono contribuire a migliorare le sorti della terra”.
Legambiente ha presentato oggi il documento ‘Molise 2030: basi di ripartenza post Covid-19′, in cui affronta e illustra i 5 punti da cui ripartire, chiedendo alla politica regionale “coraggio per abbandonare le vecchie idee di sviluppo e forza per proiettare la regione in un futuro che per troppo tempo si è aspettato.
“Una delle cose che abbiamo imparato dalla pandemia – ha a sua volta dichiarato il governatore – è che occorre rimodulare gli stili di vita e riequilibrare quel rapporto uomo-ambiente alterato da comportamenti scorretti che, giorno dopo giorno, hanno ferito la natura e compromesso gravemente l’ecosistema e la biodiversità.
“Si e’ parlato molto in tempo di Covid-19 del fatto che questa crisi – ha aggiunto Toma – porterà a rivalutare le aree interne, luoghi salubri e ancora incontaminati, e le risorse che questi territori possono mettere in campo. Secondo il presidente della Regione, si tratta, però, di chiarire l’equivoco che ha fin qui caratterizzato la gestione dei territori, nel senso che tali aree sono rimaste pressoché vergini perché escluse dalle direttrici di sviluppo e, dunque, isolate”.
“La pandemia – ha argomentato Toma – ci ha insegnato che l’isolamento del territorio, il contenuto numero di abitanti possono essere una carta da giocare. Si può ripartire da qui sollecitando il Governo nazionale affinché si passi da un isolamento passivo, com’è stato finora, ad un isolamento produttivo di queste zone, coniugando lo sviluppo con la sostenibilità ambientale. Il turismo non può essere l’unico aspetto nel programmare gli interventi. Ci vogliono – ha infine concluso il presidente della Regione – infrastrutture e servizi in una nuova visione d’insieme e pari opportunità tra le varie aree geografiche dell’Italia. Un cammino, a guardarsi intorno, che è solo ai primi passi.

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