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Apertura - Cronaca - 4 Giugno 2020

La Finanza ferma il traffico di droga tra il foggiano e la provincia di Campobasso: sei arresti all’alba

Scoperto e fermato un imponente traffico di droga attraverso il quale una organizzazione faceva arrivare la droga dalla Puglia in provincia di Campobasso. Sei persone sono state arrestate dalla Guardia di Finanza di Foggia, perché ritenute responsabili, a vario titolo e in concorso tra loro, di detenzione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione abusiva di armi. I militari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip (3 in carcere, 3 ai domiciliari), al termine delle indagini su un gruppo criminale che gestiva lo spaccio di cocaina ed eroina nel territorio di Lucera e nella provincia limitrofa di Campobasso. Complessivamente sono stati denunciati 20 soggetti e sequestrati più di 1,6 chilogrammi di eroina, 70 grammi circa di cocaina, 19 chili di sostanze da taglio, armi e munizioni.

Le indagini, durate circa sei mesi, hanno monitorato numerosi viaggi verso il Molise, che gli indagati, anche avvalendosi di corrieri occasionali, facevano soprattutto verso la provincia di Campobasso. Determinanti per il corso delle indagini sono stati due interventi che gli investigatori hanno messo a segno negli ultimi mesi del 2019 e che hanno portato al sequestro di stupefacenti e armi nonché all’arresto in flagranza di 4 persone. Infatti, nel settembre 2019 i finanzieri eseguirono una perquisizione presso una carrozzeria di Lucera sequestrando oltre alla droga anche 5 pistole con matricole abrase, 125 proiettili di vario calibro, un congegno esplosivo artigianale composto dall’assemblaggio di due munizioni di grosso calibro, unite tra loro con componenti elettroniche con funzione di timer. Ad ottobre 2019, nel corso di un controllo su strada, i militari fermarono sulla Statale 17 due corrieri del gruppo criminale, partiti da Lucera e diretti a Campobasso, che trasportavano oltre 100 grammi di eroina e 15 grammi di cocaina. I finanzieri hanno inoltre passato al setaccio tutte le posizioni reddituali e patrimoniali dei sodali, scoprendo che tra i soggetti sottoposti a misura cautelare personale, il vertice del gruppo criminale beneficiava del reddito di cittadinanza, mentre un altro componente aveva da poco presentato la richiesta per beneficiarne. Entrambi sono stati segnalati all’Inps ai fini della sospensione della prestazione sociale, come previsto dalla legge.

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