“Incentivare il turismo poteva essere una straordinaria occasione per rilanciare il nostro territorio, la costa ed i borghi dell’interno. E invece no. I sindaci dei quattro Comuni costieri del Molise hanno firmato quattro ordinanze in cui vietano la balneazione sulle spiagge libere.  Se si fa eccezione per le zone con stabilimenti balneari, la costa molisana è ricchissima di spiagge libere dove tutti, e ribadisco tutti, hanno il diritto di vivere il mare e dove magari avrebbero potuto riversarsi anche i turisti giornalieri o settimanali che non intendono noleggiare ombrellone e lettini in uno dei tanti lidi. Tutto questo ovviamente nel rispetto delle regole anti covid”. E’ quanto afferma in una nota il segretario regionale del Pd Vittorino Facciolla.
“Tutto questo – prosegue – non accade perché nulla è stato predisposto per accogliere i turisti nelle spiagge libere per le quali il Governo ha lasciato margini decisionali agli enti locali facendo leva sul senso di responsabilità delle istituzioni e sulla capacità di programmare e pianificare le azioni di contenimento del contagio. E questo è il risultato: a Rimini spiagge libere aperte e ombrelloni a 5 metri, niente comitive e steward per gestire l’afflusso nelle spiagge non attrezzate;  a Ostia spiagge libere attrezzate con palette per sapere dove piantare l’ombrellone e controlli a bordo di Quad per far rispettare le distanze; a Minori, un Comune della Provincia di Salerno l’amministrazione ha promosso un bando per 24 borse di lavoro da 600 euro per le sentinelle della sicurezza delle spiagge coordinate da un covid manager; in Abruzzo il Consiglio regionale, su proposta della giunta, ha stanziato 1,5 milioni di euro, destinandoli alle concessioni demaniali; in Toscana sono già pronti i cartelli informativi con le indicazioni sulle precauzioni da adottare in spiaggia: ombrelloni a 4 metri di distanza, no assembramenti, no a giochi di bocce o carte e dovere di sorveglianza per bambini affinché non si avvicinino troppo agli altri bagnanti; in Puglia fin dal 25 maggio spiagge libere aperte a tutti e sorvegliate grazie ad una rete di volontari, enti pubblici o privati in regime di convenzione creata da ANCI con i 69 comuni costieri. Inoltre la Puglia ha incentivato l’uso delle spiagge libere per le persone diversamente abili aumentando i servizi. Come? A febbraio scorso la Regione Puglia ha deciso di investire altri 300mila euro a cui i comuni potevano attingere a sportello. Da allora, 41 comuni, hanno beneficiato di contributi regionali per dotare le loro spiagge libere di passerelle, corrimani, parcheggi dedicati, gazebo, servizi igienici o pedane mobili per l’accesso diretto a mare dei disabili”.

Facciolla conclude: “In Molise, nessun dato pervenuto dal presidente Toma e spiagge libere chiuse fino a data da destinarsi”.

 

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