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Sport - 1 Giugno 2020

Serie A si prospetta un tour de force

Dopo essere rimasti a digiuno di calcio per oltre 3 mesi, i tifosi italiani e gli appassionati sono pronti a riabbracciare i propri colori. 127 gare, questo il totale dei match di campionato che mancano per completare la stagione, tutte da svolgere in un mese e mezzo. Dal 20 giugno al 2 agosto, ogni giorno o quasi, verrà disputata almeno una partita, quindi anche di lunedì (la prima occasione sarà il 22 giugno) o di venerdì, questo il progetto della Lega. Non è detto che si riesca a coprire sempre l’intera settimana: i vuoti non mancheranno, detto questo il calendario verrà compilato con questo criterio. Saranno 50 giorni folli in cui si giocherà quasi quotidianamente. Come detto in campo il 20 giugno con i 4 recuperi della 25ª giornata. Torino-Parma sarà la prima partita, Inter-Samp l’ultima della ripartenza. Sugli eventuali playoff la Lega resta fortemente contraria, ma l’8 giugno il Consiglio federale sceglierà il format decisivo. Per quanto riguarda gli orari, è scontato che, nei giorni in cui ci sarà in programma una sola partita, venga posizionata in prima serata, quindi alle 20.45 o alle 21. Per gli altri, invece, ci potranno essere più finestre, a seconda del numero. Il calendario della ripartenza del calcio verrà definito domani dalla Lega di Serie A. I nuovissimi orari previsti sono due per i turni infrasettimanali (19.30 e 21.45) e tre per le partite che si giocheranno nel fine settimana (17.15, 19.30, 21.45).

In merito alla Coppa Italia, ricordiamo prime partite del post covid, ci sono state numerose polemiche. In effetti è abbastanza rischioso giocare partite così prestigiose e adrenaliniche in pochi giorni dopo tre mesi di inattività. Sono d’accordo Juventus, Napoli, Milan e Inter, le squadre chiamate a scendere in campo, che in Consiglio hanno votato contro le date suggerite dal governo. Tiene banco anche la battaglia con Sky. Il concetto dei club è semplice: la tv satellitare ha trasmesso il 68 per cento delle partite e pagato per l’83 per cento. Se non salderà l’ultima rata, i presidenti potrebbero oscurare le ultime 5 gare della serie A. Resta apertissimo il discorso del calcio in chiaro, si è espresso Spadafora: «Spero di incontrare quanto prima i broadcaster per trovare un accordo. Non chiedo che siano trasmesse tutte le gare, però un segnale ci deve essere. Continuerò a mediare, ma non escludo di prendere provvedimenti», ovvero firmare un decreto in tal direzione.

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