di MINO DENTIZZI

La 24° Giornata Mondiale Alzheimer è terminata. In questi 24 anni, ed anche da prima,  abbiamo costantemente elaborato proposte, attuato progetti, partecipato a ricerche, sollecitato politici ed amministratori, urlato e lottato per  far sì che i malati di Alzheimer avessero una vita più dignitosa, con più diritti e meno sofferenze. E la situazione, seppur di poco di fronte all’oceano di sofferenza della demenza, si è modificata:  medici ed operatori più preparati, qualche servizio e qualche progetto di assistenza, qualche atto deliberativo, e soprattutto una sensibilità maggiore.

La conquista maggiore forse è stato lo sdoganamento della demenza. Si parla spesso e sempre più di demenza, si pubblicano libri, si girano film, nascono associazioni, si propongono nuove tecniche di cura, di sostegno, di intervento, alcune città si proclamano amiche dei malati di Alzheimer.

Il 21 settembre, come ogni anno,  si svolgono decine di dibattiti sulla demenza, centinaia di racconti di familiari ci raggiungono dai canali televisivi, radiofonici, sui social network, si pubblicano decine di proposte per impegnare il tempo dei malati, per mettere in atto interventi riabilitativi, per ridurre il carico dei familiari, per creare momenti di svago, viene raccontata la disperazione anche nei minimi dettagli, ma mi sembra che tutto questo non generi molte azioni positive e significative. Ma sono iniziative, seppur encomiabili, che spesso puntano solo alla  visibilità del momento, al piccolo beneficio, ma quasi mai inserite in una ottica di trasformazione sociale.

Non basta la indeterminata testimonianza che le persone affette da demenza sono sole e trascurate e che lo stato non ci pensa. In Molise vi sono circa 15 mila persone che hanno la demenza o che vivono a contatto con persone che hanno questi problemi. Con costoro e per costoro bisogna condurre una lotta politica ardua per pervenire a risultati concreti. Ma allo stato attuale sono pochi quelli che in Molise la stanno facendo e spesso chi la fa la ingaggia da solo. Chi è disposto (cittadini, associazioni, forze politiche….) a condividere questa battaglia? Altrimenti, come sempre, i ricchi ed i fortunati troveranno le loro soluzioni individuali, i poveri e gli sventurati annegheranno cercando ti raggiungere una sponda si salvezza.

 

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