fotodi MARCELLA TAMBURELLO

Aiutare chi soffre è l’obiettivo principale del “Comitato per la vita Nazario Caranci” di Cantalupo nel Sannio, nato nel 2010, per non dimenticare le battaglie e la voglia di vivere che aveva un ragazzo affetto da leucemia e strappato ai suoi affetti più cari nel 2009. Il nome di Nazario Caranci è legato indissolubilmente al Comitato per la vita” sorto grazia alla volontà della moglie, della sorella e di alcuni suoi amici. “Nazario era un uomo speciale, che ha combattuto ogni giorno per continuare a vivere  – ha detto Beatrice Perrella, fondatrice del “Comitato per la vita” nonché moglie di Caranci” – ed è per lui che abbiamo creato questa associazione e per aiutare chi, come lui, è affetto da questi mali.

Il comitato, che collabora con l’associazione “Daniele Chianelli” di Perugia, centro dove Nazario era ricoverato durante gli anni della malattia, raccoglie fondi per aiutare la ricerca. “In cinque anni di attività – ha sottolineato Anna Caranci, presidente dell’associazione e sorella di Nazario – abbiamo già raccolto quasi 50mila euro ed abbiamo finanziato le due prime borse di studio”.

La serata di beneficenza, presentata dal giornalista Giuseppe Formato, che si è aperta con un convegno ed è proseguita con l’esibizione di alcune scuole di ballo, è stata organizzata per far conoscere il “Comitato per la vita” e raccogliere fondi destinati proprio alla ricerca, ed è stata sostenuta dal comune di Bojano, dall’associazione Don Albino Jovich di Monteverde e dall’assessorato alle politiche sociali, attento ai bisogno di tutti i cittadini. Come ha ricordato l’assessore Carlo Perrella, fondatore dell’Osservatorio dei bisogni sociali di Bojano, oggi è necessario aiutare tutti.

Ospite delle serata l’oncoematologo Giulio Giordano, medico che curò Nazario Caranci negli anni della malattia. Il dottor Giordano ha voluto sottolineare l’importanza della medicina e della sanità in tutti i suoi aspetti: dalla prevenzione fino alle cure, e ha lanciato anche un messaggio alle istituzioni: preservare il sistema sanitario è fondamentale. “La malattia è democratica – ha commentato Giordano – e non guarda in faccia nessuno, tutti si ammalano, quindi è necessario  assicurare a chiunque,  indistintamente, una sanità che funzioni”. Altro aspetto importante sottolineato da Giulio Giordano è l’umanità che medici ed infermieri devono assicurare, sempre, ai malati.

Durante la serata sono stati raccolti 1055 euro che saranno destinati interamente alla ricerca.

 

 

 

Potrebbe interessanti anche:

Covid, scende la curva del contagio. Intanto Toma approva il decreto che prevede 50 milioni del Por

Non accadeva da settimane: numero di casi inferiore a 100 e tasso di positività che scende…