Più passano i mesi – anzi, gli anni – più si fa ingarbugliata la vicenda della captazione dell’acqua dalle sorgenti di Castelpizzuto. Il Comune e la Castellina hanno dato vita a una vera e propria battaglia giudiziaria, dagli esiti incerti. Fino a qualche tempo fa è stata l’azienda di imbottigliamento delle acque minerali a restare a bocca asciutta; in questi giorni, invece, sono rimasti senz’acqua i cittadini di Castelpizzuto. Il paese è infatti servito dalle autobotti. Il sindaco, Fortunato Di Santo, ha emesso un’ordinanza per riallacciare l’acquedotto alla sorgente contesa, ma il tentativo non è andato a buon fine: “Il sindaco ha emesso un’ordinanza sulla base di un decreto del Tar Molise e di una determinazione della Regione – ha detto Carla Caranci, consulente del Comune di Castelpizzuto – per ripristinare la connessione idrica tra la sorgente S2 e l’acquedotto comunale, attesa questa gravissima emergenza idrica del Comune di Castelpizzuto. Ma la Castellina si è opposta e pertanto non è stato possibile eseguire questi lavori. Il Comune valuterà insieme al suo legale le iniziative più opportune da intraprendere, nel frattempo continuiamo l’approvvigionamento con le autobotti. La Procura di Isernia ovviamente è stata già informata”. Ma la Castellina va avanti per la propria strada, convinta a sua volta di avere tutte le carte in regola: “Noi abbiamo una regolare concessione della Regione – ha detto il patron, Camillo Colella – e abbiamo ripreso l’imbottigliamento dell’acqua. Siamo in regola con tutte le documentazioni. Il Comune sostiene di non avere acqua per i propri cittadini; ma noi sosteniamo che non possiamo immettere acqua minerale nell’acquedotto comunale, la legge non lo consente. Pertanto invitiamo il Comune e la Regione a risolvere in via definitiva il problema, attraverso un acquedotto proprio, autonomo”.

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