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| Straordinaria esibizione del grande musicista americano all’Eddie Lang Jazz Festival di Monteroduni |
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Harrell: “La musica mi ha dato la vita”
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Tom Harrell è l’esempio di come la passione per la musica possa infondere quella forza vitale in grado di superare anche gli ostacoli più difficili sul proprio cammino. Il 63enne musicista e compositore americano ha preso per la prima volta la tromba in una mano ad otto anni. Da allora non ha più smesso: “La musica mi ha dato una ragione per vivere - ha detto - la musica ‘nera’, soprattutto, perché penso che tutta la musica provenga dall’Africa. I ritmi, l’armonia e le melodie mi hanno dato il vero significato della vita perché tutta la forza vitale è contenuta all’interno della musica stessa”. La musica, dunque, come stile di vita e di pensiero in grado di risvegliare la mente stanca e i sensi intorpiditi. Quando Tom Harrell sale sul palco lo dimostra con la sua esibizione. Resta fermo, immobile e poi quando imbraccia la sua tromba, quella energia vitale sprigiona dal suo strumento e inonda il palco ed il pubblico. Un suono morbido e limpido e una tecnica sopraffina per uno dei più grandi musicisti jazz contemporanei. Il suo concerto all’Eddie Lang Jazz festival di Monteroduni ha emozionato e incantato il pubblico. Per Tom Harrell, dunque, la musica non è solo un’arte, ma qualcosa di più intimo e spirituale che lo sta aiutando giorno dopo giorno anche a combattere la malattia.
“Credo che la musica abbia sempre avuto un potere di guarigione e che sia sempre stata legata alla religione. Sin dall’inizio è stata una forza guaritrice e magica”.
Quando sali sul palco ti vediamo molto concentrato ed immerso nelle tue emozioni c’è qualcosa di particolare che cerchi di comunicare al pubblico, magari qualcosa che senti nel profondo?
“Spero di trasmettere con la musica la serenità alla gente. Si, penso che la musica sia un mezzo attraverso cui le persone trovano le risposte dal profondo, guardando alle loro origini, e comunicando all’esterno le loro emozioni”.
Il jazz è nato nel secolo scorso e nel tempo ha subito diverse contaminazioni. Tu che hai vissuto tutta questa fase di cambiamenti pensi sia stato un processo positivo o si sono perse un po’ negli anni quelle che sono le sue origini?
“La bellezza del jazz sta anche nel processo creativo personale e innovativo, ma rispettando la tradizione. È un genere nato con la fusione tra musica africana, americana e cubana. Era già una musica che puntava ad unificare tutte le altre ma nel rispetto di tutte le culture. Per me il jazz è un modo per comunicare che unisce tutti i generi musicali”.
Giuseppe Lanese [06/08/2009]
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Guardiaregia
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