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| Civitanova ricorda il suo cittadino più illustre |
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Cardarelli: il medico, l'uomo
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| Nel paese altomolisano la “prima giornata cardarelliana” |
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L’8 gennaio del 1927, nella sua casa a Napoli, si spegneva, novantaseienne, Antonio Cardarelli. Era una giornata fredda e uggiosa; le cronache dell’epoca, non senza fantasia, riportavano che piovesse, quando gli occhi del grande clinico si chiusero per sempre. Ma si sa, un’aura di leggenda circonda sempre chi è stato grande. La diceria popolare vuole anche che la sera prima di morire, Cardarelli abbia detto ai parenti riuniti intorno al suo letto: “è finita, fra poche ore non sarò più, la medicina non può fare più nulla”. Egli stesso, infatti, ha sempre curato i suoi mali, oltre a quelli degli altri, con rimedi naturali, semplici. La sua vera medicina era una vita parca, un’alimentazione sana e frugale. Nel testamento fece scrivere che voleva essere sepolto nel suo paese natale, Civitanova del Sannio, dove vide la luce il 29 marzo del 1831e visse fino a 18 anni, quando si trasferì a Napoli per studiare e laurearsi in filosofia e medicina. Nella città campana i funerali furono solenni. Via Chiaia piena di gente. Il carro funebre scortato dai gendarmi. Ad accompagnare il feretro, alla stazione, una folla immensa. Questo il commento del Giornale d’Italia: “le estreme onoranze alla salma di Antonio Cardarelli hanno assunto, oggi, forma di apoteosi”. Anche a Civitanova stesso clima. Tante le persone. I contadini a capo chino, il cappello in mano. Quel giorno nessuno lavorò. Ora le ossa di Cardarelli giacciono nel piccolo cimitero civitanovese, fatto costruire da egli stesso nel 1898. Sulla lapide un’iscrizione di Gabriele D’Annunzio. La tomba è ancora meta di pellegrinaggio. Parenti di persone guarite dal clinico, provenienti da tutt’Italia, vi depongono fiori, caffè e cioccolata.
L’amministrazione comunale di Civitanova del Sannio, domani, ricorderà la figura umana, scientifica e politica del suo figlio più illustre; una giornata dedicata proprio alla scoperta di uno tra i più importanti medici e scienziati a livello internazionale: la “Prima Giornata Cardarelliana”.
Un programma, quello realizzato dal Comitato Promotore dell’iniziativa, tra cui anche l’Università del Molise, articolato in più fasi.
Alle 9 celebrazione eucaristica nella Chiesa Madre di Civitanova del Sannio officiata dal Vescovo di Trivento, S. E. Domenico Scotti, alla presenza degli alunni e le insegnanti delle scuole elementari e medie del paese. Alle 10 avrà inizio, nell’Auditorium Comunale, il convegno, con i saluti istituzionali del Sindaco di Civitanova, Gino Cardarelli e delle altre autorità presenti. A Seguire, il ricordo di Antonio Cardarelli da parte di Italo Testa, dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria, che al grande clinico Civitanovese ha dedicato molte delle sue approfondite ricerche. Testa parlerà anche della ricca aneddotica, davvero singolare e a tratti incredibile, che riguarda lo scienziato molisano. Poi Nicola Ferrara, docente di Clinica Psichiatrica alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Ateneo molisano si soffermerà, in maniera approfondita, sull’aspetto scientifico dell’attività di Antonio Cardarelli. Antonio Martino, primario del Trauma Center dell’Ospedale Cardarelli di Napoli (ospedale tra i più importanti e grandi del centrosud che prende il nome dall’insigne clinico) tratteggerà i meriti accademici del Maestro.
Moderatore dell’incontro, Sergio Tartaglione, Presidente dell’Ordine dei Medici della Provincia di Isernia.
Nell’Auditorium sarà allestita anche una mostra fotografica dedicata ad Antonio Cardarelli, con foto d’epoca che ritraggono il clinico con la sua famiglia quando era a Civitanova. Inoltre uno specifico annullo filatelico darà ulteriore tono all’intera manifestazione.
Parteciperanno all’evento i familiari del Cardarelli, diversi nipoti e pronipoti, molti dei quali provenienti da Napoli, città dove il clinico viveva e svolgeva la sua attività medica e accademica. Eppure, a Civitanova, vive ancora una nipote di Antonio Cardarelli, di 101 anni, la signora Maria, che ha conosciuto l’illustre zio e ricorda particolari interessanti della sua lunga vita.
Nel suo paese, Antonio Cardarelli ritornava volentieri. Paese che amava e viveva in tutti i suoi aspetti; gli piaceva parlare in dialetto e si vestiva con il mantello tipico dei contadini del posto. Era un uomo burbero, severo, autoritario, ma onesto e ligio al dovere. Uomo capace di effettuare una diagnosi con il solo sguardo, che ha curato re e regine di tutt’Europa; colui che corse al capezzale di Giuseppe Garibaldi per alleviargli i dolori della malattia e delle ferite; lo scienziato che ha fatto scoperte che portano ancora il suo nome (In particolare il “Fenomeno Cardarelli”, “La Prova di Cardarelli-Katzeinstein”, “il Segno di Cardarelli-Olliver”, “il Sintomo di Cardarelli”) ; uomo capace di riconoscere i suoi errori senza vergognarsi; un uomo, Cardarelli, che è diventato politico, liberale convinto, sostenitore dei moti per l’indipendenza, senatore del Regno, senza volere retribuzioni, ma lottando per la sua terra, il Molise, e il suo paese, Civitanova, dove fece costruire strade, ponti, acquedotti; egli apportò il suo decisivo contributo medico e politico per debellare la peste del 1880; visitava tutti con la stessa professionalità, ricchi e poveri, anzi, a questi ultimi non chiedeva nemmeno i soldi; a Civitanova, si dice, nelle giornate invernali, quando qualcuno lo chiamava perché malato, lui si recava alla sua casa e in cambio del suo consulto chiedeva solo una tazza di brodo caldo o uno “Scattone” (tipica bevanda altomolisana, fatta di pasta, acqua di bollitura della stessa e vino); fu semeiologo e docente universitario giovanissimo; morì ultranovantenne; a 92 anni fece la sua ultima lezione all’università” fu senatore dal 1880 fino al 1927,quando morì.
“Siamo orgogliosi di questo nostro illustre figlio - ha detto il sindaco Gino Cardarelli - e la prima giornata cardarelliana è solo uno dei passi per ricordarne la figura in maniera solenne e ufficiale. Il nostro obiettivo – ha continuato il primo cittadino di Civitanova del Sannio - come amministrazione e come cittadinanza, è quella di continuare, ogni anno, a ricordare con manifestazioni e promozioni culturali e quant’altro una figura umana, scientifica e politica che tanto ha dato al Molise e all’Italia intera. La prima giornata Cardarelliana – ha concluso Cardarelli - è il risultato di un impegno che questa Amministrazione ha preso con i cittadini nel promuovere attività culturali di un certo livello e nel ricordare le figure che hanno dato lustro al nostro paese. Per questo primo incontro ci siamo avvalsi anche del patrocino del comune di Napoli, che dovrebbe essere presente, alla cerimonia, con un suo rappresentante istituzionale ”
keoma [18/05/2007]
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Alessandro, sogno finito in tragedia |
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problema della sanità nel Molise |
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Guglionesi
Guglionesi, il giallo delle pistole [08/08/2007]
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