Pubblicato: domenica 03 novembre, 2013

Di Clemente, PCL: Sono anni che denunciamo le infiltrazioni camorristiche in Molise

Il PCL Molise partecipò alla manifestazione-presidio a Campobasso, del 23 novembre 2010, contro le infiltrazioni camorristiche nel Molise nel settore dei rifiuti e dell’ eolico selvaggio, innanzi al Consiglio regionale riunito sul tema; eloquente fu l’intervento “negazionista” del consigliere del PDL Mauro (testuale da verbale):

 “Mi si deve indicare quali sono gli elementi di inquinamento in questa Regione”…” …”da uomo di destra”…..Dico quanto sia dannoso creare inutili allarmismi e quanto siano pericolosi determinati ragionamenti. Immaginare questo Molise aggredito dai camorristi e dalla mafia, chissà da quali rifiuti, mi sembra esagerato! Voglio le prove…”  E si potrebbe continuare, con gli attacchi che Mauro fece a Saviano per aver osato eccepire che il Molise fosse interessato all’avvelenamento camorristico da rifiuti.

Ma perché quella reazione ? Coda di paglia ? Ingenuità ? Fermo restando che chi governa non deve “chiedere prove” ma dovrebbe attivarsi per impedire che la terra sia avvelenata.  Di fatto, mentre il governo regionale del PDL e Mauro “chiedevano le prove…” dipingendoci come “visionari”, la camorra avvelenava indisturbata anche la provincia di Isernia ed il Molise sin dagli anni ’80-90, smaltendo i rifiuti per conto dei capitalisti del Nord.

Invero, a lor signori aveva già risposto il pentito Carmine Schiavone sin dal 1997 e prima ancora, nelle sue deposizioni solo oggi rese note: l’estensione del traffico illecito di rifiuti controllato dal “clan dei casalesi” si è esteso sino ad Isernia e comunque nel Molise. Noi e le tante associazioni ambientaliste lo denunciavamo da anni, ancorché lo Stato borghese nascondesse la verità (l’occultamento dei verbali del 1997, ne è un esempio).

Ma i casalesi erano “solo” la parte terminale dell’ ecomafia: i mandanti dei traffici verso il Sud (Molise incluso) erano e sono i capitalisti del Nord Italia e del Nord Europa (in primis la Germania), che avvelenavano anche le nostre terre molisane pur realizzare i loro extraprofitti, per la buona pace delle idiozie razziste antimeridionali della Lega (alleata del PDL di Mauro e Iorio); nel contempo la gestione privatizzata del ciclo dei rifiuti, avallata non solo dalla destra ma anche dal “centrosinistra”, è stata ed è l’apripista di questi traffici criminali.

Nei verbali di Schiavone ci si riferisce ad imprese di Arezzo, della Lombardia e di altre regioni del Nord: orbene, Arezzo ai tempi di Gelli  - non a caso citato da Schiavone – significava anche l’intreccio politico-finanziario tra imprenditori, banchieri, servizi segreti, P2, neofascisti ed apparati politici di governo. Ed il Molise come è noto ha avuto anche oscure presenze massoniche, denunciate proprio dal PCL anni or sono.

Schiavone ha anche posto una domanda nella sua intervista recente: “io ero un criminale e sono pentito, ma loro perché non si pentono?”. Tradotto: “Loro” sono i capitalisti avvelenatori, ma anche le istituzioni complici.

Schiavone ha vissuto dentro questi ambienti e dunque conferma che l’organizzazione criminale ha potuto fare questo solo in quanto le istituzioni la coprivano; cioè i politici dei partiti borghesi a livello locale e centrale, gli apparati di polizia e prefetti; la stessa magistratura napoletana, è rimasta sostanzialmente  inerte nello stroncare il fenomeno, nonostante le puntuali rivelazioni di Schiavone sui siti, i tragitti ed i meccanismi operativi.  Perciò  la domanda nasce spontanea: qual è stato, in merito, il ruolo delle istituzioni molisane politiche, tecniche  e giudiziarie rispetto a tali presenze camorristiche sul ciclo dei rifiuti?

Esempi: una delle inchieste lanciate dal PCL MOLISE sul traffico illecito di rifiuti ad opera di capitalisti del Nord nel depuratore di  Carpinone (con connesso inquinamento del Carpino),  puntava ad appurare il ruolo della Regione,  della Provincia di Isernia, entrambi in mano al PDL, nonché del consorzio di venti aziende campane che gestivano le operazioni nel depuratore. Tanti punti di tale vicenda sono rimasti oscuri, anche grazie ad una per noi assurda archiviazione richiesta dal PM SCIOLI; ma continuiamo ad incalzare.

Ed ancora sugli smaltimenti che hanno interessato il nucleo di Venafro.  Ad esempio: come e dove sono stati smaltiti i rifiuti della Fonderghisa consegnati dal suo proprietario  (arrestato)  ad altro imprenditore campano a sua volta incriminato per traffico illecito di rifiuti nel Basso Molise? E cosa c’è sotto il  campo in località  ‘Masseria Lucenteforte’ (Venafro) per far crescere funghi deformi – come quelli nella foto allegata  dal blog di De Chiara -, e far emergere strane schiume ?

Né sfugga come il PCL MOLISE nei mesi scorsi ha pubblicamente chiesto di sapere, come mai l’appalto dello Scuolabus del Comune di Isernia è finito ad uno del clan dei Casalesi, durante la precedente e nefasta giunta del PDL; anche su tale vicenda da noi sollevata, il silenzio delle istituzioni è eloquente.

Per ora… mentre l’ex consigliere del PDL Mauro “attende le prove”…, non possiamo che ribadire le nostre proposte, in contrapposizione alla destra ed al “centrosinistra”, entrambi rappresentanti degli interessi padronali e “dell’ideologia del mercato”:

1)- Avviare la creazione di un’azienda speciale regionale per il ciclo dei rifiuti, con articolazioni sul territorio, a gestione pubblica e democraticamente controllata, impedendone così la privatizzazione, anticamera delle infiltrazioni di borghesia camorristica e del conseguente avvelenamento della terra,  dell’acqua e del cibo.

2)- L’approfondimento delle deposizioni di Schiavone, per individuare da subito i siti a cui fa riferimento per Isernia, anche combinandolo con una serie indagini epidemiologiche sul territorio di Isernia-Venafro, per procedere ad un immediato progetto di bonifica (magari finanziabile da subito con i fondi PIP), che recuperi anche la pregiata vocazione agricola locale, peraltro con grande vantaggio per l’occupazione, oltre che per la salute.

Si tratta di sostenere degli antidoti immediati, da legare però ad una prospettiva più ampia di cambiamento.

 

Tradotte – per noi – le rivelazioni di Schiavone sono l’ennesima conferma della vera natura dello stato borghese, i cui apparati sono sempre al servizio dei potenti e dei capitalisti,  anche nella finta democrazia liberale e non solo nel fascismo.

Finché questa macchina oppressiva e criminale non sarà rovesciata per realizzare una vera democrazia ed un governo dei lavoratori, liberando la società dalla dittatura di una minoranza di capitalisti, che per il suo profitto non ha scrupoli di avvelenare la terra, l’acqua e l’aria, nel Molise come altrove.

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