Pubblicato: lunedì 02 dicembre, 2019 - Tempo di lettura: 2 min.

Inquinamento a Venafro, polveri sottili al sopra dei limiti

Emergenza inquinamento a Venafro, non c’è solo lo spettro della Turbogas di Presenzano che incombe sul futuro ambientale della città molisana, già oggi i dati della centralina di via Campania parlano di una situazione allarmante, con dieci sforamenti consecutivi del picco massimo di Pm2,5. Dal 18 novembre la centralina ha sforato il valore massimo di venti unità per millimetro cubo per ben dieci volte, con punte di 46 unità.  Il particolato, nella chimica ambientale, indica l’insieme delle sostanze sospese in aria sotto forma di aerosol atmosferico che hanno dimensioni che variano da poche unità a 100 e il PM2,5 è definito come il materiale particolato avente un diametro aerodinamico medio inferiore a 2,5 millimetri. Quindi il PM2,5 è una frazione del particolato totale interamente contenuta nella frazione di PM10 e si parla di fibre, particelle carboniose, metalli, silice, inquinanti liquidi o solidi, presenti nell’atmosfera terrestre per cause naturali e antropiche o in luoghi di lavoro industriali. Il particolato è l’inquinante che oggi è considerato di maggiore impatto per la salute umana nelle aree urbane, ed è composto da tutte quelle particelle solide e liquide disperse nell’atmosfera.

Intanto ancora nessuna notizia della firma dell’incarico e dell’avvio dello studio epidemiologico del Cnr sull’ambiente venafrano. Ma c’è poco da essere ottimisti, i dati degli ultimi giorni parlano di una situazione da allarme rosso. Lo studio del Cnr, bene che vada durerà almeno due anni, ma, intanto, che succederà?

Non c’è un registro tumori, si procede a tentoni, a sentito dire, ma i dati che arrivano dal Venafrano sono sconfortanti, sia per numero di nuove patologie cancerogene, sia per l’incrememento di infarti.

Ricordiamo che l’inquinamento non provoca stress solo al sistema respiratorio, ma anche a quello cardiologico. Insomma a Venafro suona la sirena dell’allarme, speriamo che qualcuno la senta, almeno con qualche provvedimento urgente sul traffico urbano che, tra l’altro, è quello immediatamente monitorato dalla centralina di via Campania e che si aggiunge ai fumi e ai residui prodotti da due grandi strutture industriali che insistono sulloa zona e che si sommano ai fumi che arrivano dal termovalorizzatore dell’Acea di San Vittore.

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