Pubblicato: sabato 21 settembre, 2019 - Tempo di lettura: 5 min.

Interfibra - Internet veloce + chiamate illimitate a partire da 9  al mese Ma quale politica?!

di Angelo Persichilli

Fare politica in Italia è impossibile essendo caduti tutti i parametri ideologici, partitici e morali. Mancano elementi per un dibattito serio, cioè persone oneste di provata competenza e idee valide. Gli accordi non si fanno più tra alleati, ma tra complici e le alleanze pre-elettorali sono dei matrimoni di convenienza: una volta sposati ognuno va a letto con chi vuole.  Ricordiamo l’alleanza di centro-destra nelle ultime elezioni tra Salvini, Berlusconi e Meloni e ci ritroviamo un governo Lega-Grillini. Questi ultimi, che in campagna avevano vomitato di fango su tutti, poi sono andati al governo con tutti, destra, sinistra e qualsiasi raggruppamento disponibile, incluso i tifosi della Roma. Adesso stanno facendo prove di alleanze regionali PD-M5S su basi che ancora non capisco, anzi si, per fare dispetto a Salvini.

Insomma, si fanno campagne elettorali con gli alleati ma poi si fanno governi con gli oppositori. Si reclama la libertà rifiutando la disciplina di partito e quindi, per protesta, si fonda un altro partito, malattia questa che impazza soprattutto nel centro-sinistra; Renzi e Calenda solo gli ultimi e anche i meno importanti esempi. Se si dà uno sguardo più a sinistra vediamo altri gruppetti agguattati tra i cespugli pronti a lanciare qualche slogan o partecipare a manifestazioni di piazza.

A destra sono in molti scaldare i motori per appropriarsi di quello (poco) che rimane di Forza Italia. A parte la Meloni con i suoi Fratelli d’Italia, forte della sua piccolezza, vi sono rifugiati di Forza Italia in cerca della loro Pantelleria che potrebbe essere l’Italia Viva di Renzi. Insomma, Italia come l’etichetta della Coca Cola, ma dentro la bottiglia un contenuto di cui nessuno conosce la formula.

E poi il linguaggio, i dibattiti televisivi.

Ricordate i famosi dibattiti tra Andreotti, Almirante, Pajetta alla Tribuna politica di Jader Jacobelli? Ovviamente no, è passato molto tempo, tanto tempo, sembrano anni luce. Erano lezioni di politica, alta oratoria, si esaltava la lingua italiana e il dibattito sulle idee; certo, disaccordo totale sulle idee, ma rispetto reciproco per le persone. Come non ricordare Almirante che rendeva omaggio alla salma di Berlinguer, oppure la presenza di Pajetta ai funerali di Almirante.

C’era avversione ideologica e politica sincera e totale. Ma c’era rispetto per la persona e soprattutto una politica basata sul confronto dialettico e ideologico. Allora sì che aveva un senso usare termini come fascista o comunista, termini usati oggi da persone che non sono a conoscenza della loro storia, idee e, certo, dei loro misfatti e crimini. Termini usati oggi a sproposito, come chi compra un giornale per incartarci il pesce comprato al mercato. Forse è l’unica utilità intrinseca, ma allora non chiamiamoli più giornali.

Certo, anche allora c’era la corruzione, ma anche delle regole comportamentali fuori delle quali nessuno usciva. Oggi invece hanno abolito le regole ma è rimasta la corruzione, quella monetaria, ma soprattutto quella morale. Iniziative come quella di Renzi forse c’erano anche nel passato, ma erano condannate, non esaltate.

Per non parlare dei dibattiti politici in Italia, ormai fiore all’occhiello della televisione- trash, con ospiti fissi che, in passato, non li avrebbero fatti entrare nemmeno in un bar per prendere un caffè.

La bravata di Matteo Renzi, invece che considerarla una vera e propria vigliaccata, viene esaltata come capolavoro politico; oppure l’attacco brutale di Giuseppe Conte contro Matteo Salvini dopo circa due anni di convivenza totale, viene considerato coraggioso invece che una vigliaccata opportunista fatta solo dopo essere stato abbandonato. Non mi riferisco al contenuto, che si può anche condividere, ma la tempistica, il pulpito e il predicatore. Non si può andare a letto con un partner per oltre un anno e poi definirlo impotente o infedele quando ti lascia. Il tempismo è tutto e quello scelto da Conte è quantomeno sospetto.

E poi c’è Salvini. Certo, il M5S aveva avuto sempre un rapporto ambiguo con il leader della Lega al governo. Da una parte, quella di Di Maio sempre fedele, dall’altra Fico e altri a remare contro, con lo stesso Presidente Conte, come si è visto dopo, a flirtare in Europa con i nemici di Salvini. Ma questo Salvini lo sapeva fin dall’inizio, cosa era cambiato in agosto rispetto a ciò che sapeva a gennaio? Ma si, i sondaggi, non gli interessi degli italiani, ma quelli della Lega.

E Zingaretti?

Come ho detto in precedenza, è uno prudente che ispira fiducia e quindi bisogna aspettare. Ma non molto. Voleva andare alle urne ma poi, forse ingannato da Renzi, ci ha ripensato. A mio avviso ha fatto bene ad evitare le elezioni anticipate ma ora deve dirci cosa intende fare da grande. Di Conte non mi fido più, né in Italia e né in Europa. Lasciare il governo nelle sue mani e quelle di Franceschini significherebbe lasciarlo nelle mani di Macron e Markel. Di Di Maio ministro degli Esteri preferisco non parlarne.

Di Salvini ho già detto tutto. Però, anche se i suoi metodi erano discutibili, molte azioni erano giustificate. Il problema degli immigrati esiste, e non per colpa degli immigrati. È un problema economico e sociale, non si possono invitare persone a casa e poi farli mangiare seduti per terra e dormine sotto il letto. Una stretta di mano tra Conte e Macron non cambia questa triste realtà.

Casa fare?

Rispondo con un’altra domanda: si può andare avanti così? Se la risposta è sì, allora non avete bisogno di soluzioni. Se la risposta è no, allora sappiamo cosa fare. Cosa fare NOI, non gli altri!

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