Pubblicato: martedì 13 agosto, 2019 - Tempo di lettura: 6 min.

Interfibra - Internet veloce + chiamate illimitate a partire da 9  al mese Per favore, non costringetemi a votare per Matteo Salvini!  

di Angelo Persichilli

Dubbi sul leader della Lega ne ho tantissimi, ma non ditemi di non votarlo perché è fascista. Chi parla di fascismo in questo contesto non conosce il fascismo, la sua storia e non conosce cosa è la dittatura. Alcuni, tra l’altro, non hanno nemmeno il diritto morale di evocare la dittatura come spauracchio politico dopo avere militato in partiti che della dittatura hanno fatto la loro bandiera. 

Per sbarazzarsi di Salvini gli oppositori devono fare due cose: primo, spiegare perché la sua politica è sbagliata; secondo, e questo è molto più importante, proporne una alternativa.  

Dire che non si possono lasciare annegare persone nel Mediterraneo è una sacrosanta verità ma, una volta fatto questo, ci si deve chiedere cosa fare di questi sventurati e come evitare future tragedie. “Aprire i porti”, non è un programma, ma sfruttamento a fini partitici di una tragedia umana.  

I temi da dibattere sono tanti, a partire dall’economia, sicurezza, rapporti con l’Europa e, ovviamente, il problema dei rifugiati che arrivano in Italia senza dimenticare le migliaia di giovani italiani laureati che scappano all’estero.

Sono temi sul tappeto da anni e l’incapacità dei precedenti governi (farei qualche eccezione per il governo Letta) sono la causa principale della crescita politica di Salvini. Ma, come di solito, sono proprio quelli che hanno causato il problema a spostare l’attenzione dei cittadini sulla incapacità degli altri di risolverli.

Seguo ovviamente i media convenzionali e i social, con i primi diventati il megafono dei secondi. In politica tutto può cambiare, ma ciò che vedo non lascia sperare bene. Si radicalizza il dibattito per far diventare le prossime elezioni un referendum su Salvini. Bravi! Se ci riuscite, Salvini sarà il prossimo capo del governo italiano. 

Vogliono un’Italia più umana, tollerante, aperta al dialogo. Poi però usano un linguaggio truculento, violento e chiuso a qualsiasi reale confronto civile. Non si dibatte con l’avversario, lo si demonizza. I sostenitori della Lega sono respinti nei ristoranti, vengono negate case in affitto, si evocano scenari catastrofici, si chiamano fascisti tutti coloro che non sono d’accordo con la loro politica. Si demonizzano i leader e quando si perdono le elezioni si dice che gli italiani sono ignoranti.

A parte il fatto che questo è il tipico comportamento delle dittature, fasciste e comuniste, riesce difficile, anche volendo, appoggiare programmi alternativi che non esistono. Non riescono a trovare un accordo su niente. Zingaretti vuole andare alle urne, Renzi sembra strizzare l’occhio (destro) a Berlusconi e quello sinistro ai pentastellati, cercando un inciuto, altri parlano di un accordo con Grillo, la sinistra tace e il PD sta per spaccarsi, di nuovo. Leggo commenti di alcuni individui che scagliano accuse di ‘fascista’ con la stessa veemenza e competenza con cui i bambini scagliano palle di neve nel giardino dell’asilo.

Qual è il problema? Ma certo, Salvini. 

Ma torniamo a bomba e cioè cosa dovrebbe fare l’opposizione durante questa campagna elettorale. Primo, spiegare perché la politica di Salvini è sbagliata; secondo, proporre una alternativa. 

L’opposizione non può limitarsi a dare lezioni morali (per questo basta il Vaticano) su una tragedia che hanno gestito male. Quando iniziarono gli sbarchi di massa circa otto anni orsono, l’orrore fu grande e il salvataggio di questi sventurati era una priorità. A distanza di otto anni, il salvataggio rimane una priorità, ma diventa altrettanto importante trovare soluzioni alla radice. Chi ignora volontariamente la causa del problema è responsabile come chi ne ignora le conseguenze. 

Da lodare l’iniziativa Mare Nostrum nel 2013 “affinché tali tragedie non si ripetano più”. Ma si sono ripetute, non solo per colpa di coloro che non li hanno raccolti in mare, ma anche per colpa di chi ce li ha buttati e di cui nessuno vuole parlare. E questi colpevoli sono tantissimi, a cominciare dalla Comunità Europea. 

Infatti, a partire dal 1º novembre 2014, l’operazione Mare nostrum fu sostituita dall’operazione “Triton” gestita dalla Frontex a guida europea per la difesa delle frontiere dei Paesi UE sul Mediterraneo. A questo programma aderì però solo la Slovenia. L’Italia fu lasciata da sola ad affrontare l’ondata di sbarchi senza alcun aiuto concreto della Comunità Europea (per ricevere tali naufraghi) e dall’Onu (per bloccare le cause della fuga dall’Africa). 

A quel punto Matteo Renzi esautorò Letta e prese la guida del Paese mettendolo al servizio dell’Europa francese e tedesca. La stessa Europa che, in precedenza, usando la crisi greca, costò all’Italia circa 40 miliardi di euro per appianare i debiti delle banche tedesche (https://persichilli.ca/2016/11/25/come-il-governo-monti-salvo-le-banche-con-i-soldi-degli-italiani/). La stessa Europa che ha poi usato l’Italia per coprire la politica coloniale francese di Emanuel Macron in Africa, soprattutto in Libia  (https://www.politico.eu/article/frances-double-game-in-libya-nato-un-khalifa-haftar/).

Ma la macchina propagandistica europea anti-italiana si è messa in moto facendo dell’Italia la responsabile della tragedia nel Mediterraneo, col governo Renzi che ha accettato il ruolo di giullare in cambio di una foto tra Macron e Markle. 

Tutto questo non è però sfuggito agli italiani e fu in quel contesto che nacque la stella Salvini. Hanno capito che aiutare i profughi a sbarcare non era una soluzione seria. Non era e non è una soluzione incoraggiare gli sbarchi in Italia per poi rovesciare questi sventurati sulle spiagge di Lampedusa, convogliarli in centri di raccolta che consentono grossi guadagni alle organizzazioni mafiose e, dopo qualche anno, farli circolare per le strade italiane senza dare loro una prospettiva di lavoro, un tetto sotto cui dormire e la speranza di crescere onestamente una famiglia. È ovvio che la delinquenza aumenta, ma la colpa non è di questi sventurati, ma di chi li illude che in Italia troveranno il paradiso in terra. Aumentano le tensioni sociali che alcuni, per convenienza politica, chiamano razzismo, ma non lo è. È solo disperazione da parte di coloro che vedono il loro sogno di una vita migliore svanire e la frustrazione dei residenti che si sentono, minacciati e confusi. 

È in questo contesto che Salvini è cresciuto facendo, si badi bene, esattamente quello che hanno fatto tutti i governi europei, cioè chiuso porti e frontiere a questi sventurati. E poi le ONG che, nonostante avessero avuto altre soluzioni agli sbarchi, hanno deciso di imbarazzare l’Italia a volte mettendo anche in pericolo la vita dei rifugiati stessi. 

Adesso si va alle urne e ci chiedono di votare contro Salvini perché è fascista; ma, fateci caso, non ci dicono neanche per chi votare in quanto nemmeno loro lo sanno. 

Prima di organizzare crociate, chiedetevi perché si fanno. Prima di sparare anatemi, andatevi a leggere la storia del fascismo (e del comunismo), poi fatevi l’esame di coscienza sui vostri rapporti con le dittature del passato e infine, cosa molto più importante, offrite una alternativa seria. Alternativa che non può essere solo quella di convogliare sulle spiagge di Lampedusa migliaia di sventurati per poi scaricarli sotto i ponti delle città italiane. Quella è politica becera sulle spalle di chi soffre. 

Per favore, fate qualcosa di concreto e non costringete gli italiani a votare per Salvini il quale, forse non ha una soluzione, ma almeno ha capito qual è il problema.

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