Pubblicato: martedì 02 luglio, 2019 - Tempo di lettura: 3 min.

Interfibra - Internet veloce + chiamate illimitate a partire da 9  al mese Micaela Fanelli replica all’articolo “Carta canta nel Pd” a firma di Adele Fraracci

Riprendiamo e pubblichiamo integralmente  la nota di replica, richiesta dalla consigliera regionale del Pd Micaela Fanelli, all’articolo “Carta canta nel Pd ” a firma della professoressa Adele Fraracci.

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di MICAELA FANELLI

Signora Fraracci, non la conosco personalmente, ma dal suo ultimo intervento pubblico ho avuto modo di comprendere che, forse, ha parlato senza conoscere la verità delle cose (non quelle che dico io, ma quelle affermate dai documenti ufficiali).

Mi dà quindi modo di chiarire una vicenda sulla quale tanto si è detto, ma evidentemente poco si è compreso:

1) dopo una carriera universitaria meritevole (il mio curriculum vitae è pubblico, può ripassarlo), conclusasi con un 110 e lode e un eccellente, entro in Confindustria Toscana. Di lì all’Assindustria Molise. Assunta a tempo indeterminato, decido di partecipare alla selezione della Regione Molise, indetta da Giovanni Di Stasi, perché la materia dei fondi europei era stata a lungo la mia, nei tanti anni di lavoro in Confindustria, e in Molise non vedevo all’epoca molti esperti.

Lo faccio lasciando un lavoro certo per uno incerto (assunzione a tempo indeterminato per un co.co.co.), perché mi piaceva molto l’argomento, ma anche perché la legge istitutiva dei Nuclei di valutazione e le norme regionali prevedono un percorso di stabilizzazione;

2) nel Nucleo di Valutazione lavoro circa 12 anni, nell’epoca in cui i molisani (non io) eleggono Michele Iorio;

3) il lavoro del Nucleo è quello di un organo collegiale, quindi la base giuridica del ragionamento contro la Regione Molise, quando mi hanno cacciato perché mi sono candidata col centrosinistra, era ed è: avete confermato gli altri membri del nucleo e non me, eppure ogni atto è collegiale, come è possibile? O tutti, o nessuno;

4) Che fa allora la struttura tecnica, l’avvocatura, e solo alla fine la Giunta quando la causa di lavoro viene in discussione? Anziché esporre la Regione a una probabile sconfitta, avanzano una ipotesi di transazione che avvantaggia principalmente la Regione. Perché? Anche qui, se avesse letto.. perché io sono costretta a rinunciare a tutte le richieste (danni etc). In cambio di cosa? Eventualmente, lavorare come hanno lavorato gli altri componenti per la stessa durata e importo di quel rinnovo che non fu accordato solo a me quando mi candidai, sapendo di perdere, alla provincia col PD. Senza nessun vantaggio e scandalo perché un lavoratore viene pagato (un membro del nucleo per le caratteristiche di flessibilità, imposte e professionalità, si poneva a metà di un compenso da funzionario e dirigente, secondo parametri tabellari nazionali, in Molise fissati al minimo…quindi anche sul compenso abbiamo messo una parola di verità).

Importante, anche l’eventualmente, cioè se alla Regione conviene.

Da ultimo, un appunto del tutto personale: a fronte di tante, mendaci inesattezze su questa vicenda, mai una volta si è posto il tema di come mi sono sentita io, rientrando dopo la sconfitta alle provinciali (contro quel De Matteis ora premiato a Sviluppo Italia) e trovando lo scatolone con le mie cose personali fuori dalla porta della mia stanza in Regione?

E lo ripeto a lei e a chiunque abbia voglia di approfondire: sono disponibile, in ogni momento, a fornire tutta la documentazione ufficiale.

Perché un conto sono le opinioni, un conto sono i fatti!

Campobasso lì 1 luglio 2019

Micaela Fanelli

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