Pubblicato: mercoledì 12 giugno, 2019 - Tempo di lettura: 2 min.

Isernia. Servizio emergenza e carenza di medici, le proposte della Fnomceo

Il corso di formazione sull’emergenza-urgenza, organizzato a Isernia dall’Ordine dei medici, ha offerto anche lo spunto per riflettere sulle gravi carenze del servizio nella nostra regione. Per Filippo Anelli, presidente della Fnomceo, la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici, il primo passo da fare è questo: “Occorre che i medici e gli infermieri lavorino insieme sulle ambulanze. E bisogna potenziare la medicina sul territorio”. Per quanto riguarda la carenza del personale, la soluzione non può essere di certo quella di ricorrere ai medici militari. Più opportuno, a suo avviso, aumentare le borse disponibili destinate alla specializzazione. “Oggi – ha detto – tanti giovani medici sono costretti ad andarsene e all’estero. Il ministro Grillo ha aumentato il numero di borse. Ma non bastano, a maggior ragione perché tanti medici si apprestano ad andare in pensione. Chiediamo che gli specializzandi all’ultimo anno vengano destinati agli ospedali”. In attesa di novità dal governo, il problema dell’emergenza-urgenza resta. E si fa sentire soprattutto nella nostra regione, con un territorio per lo più montano e una viabilità che lascia a desiderare. I vari episodi di cronaca degli ultimi tempi evidenziano la necessità di trovare al più presto soluzioni. Per quanto riguarda ad esempio la carenza di personale nei pronto soccorso, il presidente dell’Ordine dei medici di Isernia, Fernando Crudele, propone di rivedere i contratti dei medici del 118: “I professionisti in servizio al 118 ci sono. E già da molti anni. Ma nessuno pensa a modificare i loro contratti. Anzi, ora si scopre che si preferisce dare spazio agli specializzandi, invece di regolarizzare una posizione che resta in sospeso da anni. In momenti così critici basterebbe che l’Asrem facesse notare alla politica che ha a disposizione decine di medici pronti a continuare a lavorare nei Pronto soccorso, semplicemente modificando una disposizione contrattuale: da medico convenzionato a dirigente medico. Sono anni che lo affermo: tutti mi rispondono che è giusto. Ma c’è qualcosa che blocca una semplice soluzione che risolverebbe per anni la grave carenza di organico nei nostri presidi dell’emergenza. Su questo – conclude Crudele – sono sempre a completa disposizione per un proficuo confronto”.

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