Pubblicato: martedì 05 marzo, 2019 - Tempo di lettura: 2 min.

Interfibra - Internet veloce + chiamate illimitate a partire da 9  al mese Istat, giù produzione industriale, fatturato, Pil e fiducia. Nel Molise incertezze sulla Fiat

Di GIOVANNI MINICOZZI

L’economia italiana va a rotoli, quella molisana ancora peggio. Lo certifica l’ultimo rapporto dell’Istat con particolare riferimento alla produzione industriale, che registra un calo importante pari a 5,5% su base annua, e una perdita di fatturato pari a 7,7%. I consumi scendono al di sotto del livello di guardia e aumentano i prezzi per i prodotti di prima necessità. Per il secondo trimestre consecutivo cala il PIL prodotto interno lordo) e la fiducia degli italiani nella politica.

I dati sulla produzione industriale e sul fatturato si riferiscono a dicembre 2018 rispetto allo stesso mese del 2017.

La notizia è passata in sordina anche sugli organi di stampa nazionali ma è allarmante. Gli effetti sul prevedibile calo dell’occupazione li conosceremo con la diffusione dei dati del primo trimestre dell’anno in corso ma è indubbio che la frenata ci sarà. La perdita di produzione interessa anche il Molise e riguarda prima di tutto la Fiat di Termoli, la prima azienda per numero di occupati, che tra l’altro ancora non decide se mantenere gli impegni sugli investimenti a Contrada Rivolta del Re o delocalizzare. Molto dipenderà dall’andamento del mercato dell’auto in forte frenata per effetto dall’ecotassa decisa dal governo giallo-verde. E questo è il punto!

Basteranno il reddito di cittadinanza e quota cento a rilanciare i consumi e l’economia? Aldilà del facile ottimismo sui due cavalli di battaglia del M5s e della Lega è prevedibile che serva altro per alimentare sviluppo e occupazione, pur riconoscendo l’importanza dei due provvedimenti.

Serve un piano straordinario per le infrastrutture che è il contrario dello scambio tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio su Tav e caso Diciotti. Serve un abbattimento ulteriore del cuneo fiscale, serve una flat tax vera per le piccole e medie imprese, serve un piano serio per semplificare la burocrazia. Servirebbe un contesto internazionale senza barriere e senza dazi, ma questo non dipende solo dall’Italia.

Dunque, il governo dovrà fare i conti con la condizione economica e produttiva in cui è piombata l’Italia e non solo con quota cento e reddito di cittadinanza. Sarà questo il banco di prova per mantenere il consenso elettorale fin qui regalato dagli italiani soprattutto a Matteo Salvini a danno del M5s.

In sostanza la durata del governo, a mio giudizio, dipenderà non soltanto dai risultati elettorali che hanno già premiato la Lega nelle Regioni Abruzzo e Sardegna o da quelli che scaturiranno alle prossime Europee, ma da come Conte, Salvini e Di Maio riusciranno a mettere in moto lo sviluppo produttivo, occupazionale e infrastrutturale del Paese.

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