Pubblicato: lunedì 11 febbraio, 2019 - Tempo di lettura: 2 min.

Omicidio Niro, nessun colpevole a distanza di undici anni

Quella dell’11 febbraio è una giornata che la famiglia di Lucio Niro non potrà mai dimenticare. All’alba di quella mattina di undici anni fa, a Baranello quel giovane muratore non era più tornato. Il suo corpo era ancora adagiato nell’auto, con il finestrino fracassato da un colpo di fucile che lo aveva centrato in pieno.

Un omicidio, un agguato, una esecuzione per la quale la giustizia e gli investigatori non hanno individuato un colpevole. Domenico Felice, agricoltore di Santa Croce del Sannio, unico indiziato in questa tragica storia, è uscito indenne dal processo di primo grado in corte d’assise a Benevento e da quello d’appello a Napoli. Prosciolto dall’accusa di omicidio volontario.

Il movente della gelosia, Felice era invaghito di Rosanna Parlapiano la ragazza che Lucio Niro avrebbe dovuto sposare di lì a poco, e gli indizi raccolti, non sono stati giudicati sufficienti a mandare in carcere l’imputato che pure era stato trovato con tracce di polvere da sparo addosso: “Ho ucciso alcuni topi nella stalla”, era stata la sua giustificazione.

In questi anni la famiglia di Lucio Niro, la madre e il fratello Giovanni, non hanno mai smesso di dare battaglia. Quest’ultimo ha pure subito un processo per un gesto compiuto in tribunale a Benevento nei confronti di Domenico Felice.

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Il caso è pure finito in cronaca nazionale, ma indagini partite male – i carabinieri di Morcone avevano aperto un fascicolo con l’ipotesi dell’incidente stradale – e una serie incomprensibile di ritardi e leggerezze, hanno impedito che per la morte del muratore di Baranello venisse individuato un colpevole.

Famiglia e legali continuano a sperare e a lavorare per una eventuale riapertura delle indagini. Ma dopo due gradi di giudizio andati male e la cortina di fumo che si è alzata attorno a quell’episodio, rendono flebile ogni possibilità. E la mano che ha premuto il grilletto dietro una siepe di quella stradina resta solo un’ombra in una notte di undici anni fa

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