Pubblicato: lunedì 11 febbraio, 2019 - Tempo di lettura: 1 min.

Interfibra - Internet veloce + chiamate illimitate a partire da 9  al mese Il ministro dell’Ambiente Costa visita il costituendo Parco del Matese. Fanelli (Pd): l’iter è fermo. Ritardi inaccettabili

Doppio appuntamento, oggi, per il ministro dell’Ambiente Costa in provincia di Benevento, in piena area del costituendo Parco Nazionale del Matese.
La presenza del ministro Costa in Matese è certamente positiva – ha commentato la consigliera regionale del Pd, Micaela Fanelli – finalmente qualcuno, a Roma, prende coscienza della necessità di muoversi e non perdere altro tempo prezioso. A giugno 2018 il Ministero ha avviato l’iter formale per giungere alla perimetrazione ed istituzione del Parco e dei rispettivi organi, e in occasione dell’incontro tenutosi a luglio a Campochiaro, l’Assessore Cavaliere affermava che il ministero aveva concesso 7 mesi di tempo – cioè entro la metà dicembre – per arrivare all’istituzione del Parco Nazionale.

Ma ad oggi – ha proseguito la Fanelli – è tutto in fase di stallo”. Sulla vicenda l’esponente di opposizione ha presentato una interrogazione in Consiglio per conoscere lo stato di avanzamento dell’iter, ma ancora non ha ricevuto nessuna risposta.

Nel frattemp – ha proseguito la Fanelli – L‘Ispra, incaricata della perimetrazione, da mesi ha presentano al Ministero l’analisi delle valenze ambientali dell’area interessata dal nuovo parco nazionale e ha trasmesso gli atti anche alle Regioni.
Se si continuerà a perseverare nell’immobilismo istituzionale – ha aggiunto – è incombente il rischio di vanificare l’importante lavoro svolto dal PD Molise, e da altre associazioni, nella passata Legislatura parlamentare, che ha portato, dopo 30 anni di battaglie, al definitivo riconoscimento giuridico del Parco Nazionale del Matese”. Intanto la visita del ministro Costa prevede anche un sopralluogo a Sassinoro, dove dovrebbe sorgere il mega impianto di compostaggio e contro il quale si sono mobilitati comitati e associazioni, oltre al Consiglio regionale del Molise. “Nonostante il solito ritardo, speriamo sia la volta buona per prendere coscienza della pericolosità dell’impianto e bloccarne definitivamente la sua realizzazione”, ha concluso Micaela Fanelli.

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