Pubblicato: sabato 22 dicembre, 2018 - Tempo di lettura: 3 min.

Interfibra - Internet veloce + chiamate illimitate a partire da 9  al mese Editoria, il Governo Conte taglia le risorse: a rischio pluralismo, libertà e democrazia. La Regione sana ingiustizie e disparità del passato

di GIOVANNI MINICOZZI

La crisi dei settori produttivi ha coinvolto inevitabilmente anche il comparto dell’editoria, attraverso la classica riduzione dell’attività promozionale. A questo vanno aggiunti il taglio e la successiva eliminazione dei contributi pubblici per Tv e giornali decise dal governo Conte. Dunque, l’editoria è in crisi profonda, la libertà dell’informazione e con essa il pluralismo sono a rischio insieme a migliaia di posti di lavoro. L’unico argine a questa deriva antidemocratica

è rappresentato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e dalle associazioni di categoria che cercano di contrastare la scellerata decisione del governo giallo-verde. Intanto, il Consiglio regionale del Molise ha modificato la Legge sull’editoria debellando assurde sperequazioni e ingiustizie volute dal precedente governo regionale. Soddisfatto il Presidente di Assostampa Molise, Giuseppe Di Pietro.

Il Presidente di Assostampa Molise, Giuseppe Di Pietro

Noi lo diciamo da tempo, era una norma contro aziendam, praticamente quella di escludere la più importante azienda radiotelevisiva del Molise con un assurdo divieto di cumulo tra contributo nazionale e regionale. Cioè un’azienda che a livello nazionale aveva ricevuto quarantamila euro di contributi non poteva accedere più alla Legge regionale. Si trattava di una norma illogica che è stata sanata dopo tanto tempo. Si poteva fare anche molto tempo prima, intendo nella scorsa legislatura. Comunque prendiamo atto e ringraziamo quanti nel Consiglio regionale attuale hanno lavorato per accogliere quello che è stato sempre un nostro cavallo di battaglia”.

Il settore comunque resta in crisi profonda anche per effetto delle decisioni del governo nazionale.

Certo, pure in questo settore dobbiamo dare atto al Presidente della Regione Donato Toma che ha raccolto una nostra sollecitazione, quella di mettere in mora, attraverso la conferenza delle Regioni, il Governo in quanto ha approvato un regolamento trasformandolo in Legge e destinando le risorse nazionali delle Tv locali praticamente a cento Tv che lavorano nelle Regioni più popolose d’Italia. Quindi, quelle delle Regioni più piccole, come nel caso delle molisane, sono di fatto escluse. Resta un problema di mercato, un problema di pubblicità,un problema di vendite di giornali, di quotidiani, c’è ancora molto da fare per quanto riguarda la distribuzione, per esempio. Poi c’è tutto un tema legato alla pubblicità istituzionale. Noi abbiamo ottenuto già questi due piccoli risultati, lavoreremo nei prossimi giorni alle altre tappe”.

Assostampa, Federazione della stampa e molti organismi che difendono e tutelano gli editori e i giornalisti sono sul piede di guerra contro il Governo nazionale. Secondo lei si riuscirà a sbloccare la situazione?

Innanzitutto diciamo che non è un problema di Federazione stampa o di giornalisti quindi di corporazione. Voglio rimarcare che il Presidente della Repubblica, ad esempio, non passa giorno – e davvero è così – che richiami il governo, le istituzioni, le Camere al pluralismo informativo all’importanza di tale pluralismo. Questo, invece, l’esecutivo Conte non lo tiene in considerazione, ed è un atteggiamento grave, non è un atteggiamento responsabile. Voglio ricordare solo un particolare: in Francia, ogni anno il governo francese assegna alla France Press che è l’agenzia di stampa unica nazionale, duecentoquarantadue milioni di euro che sono pressapoco cinque volte quello che il governo, lo stato nazionale ha destinato finora a qualsiasi realtà editoriale nella nazione”.

Dunque la lotta in difesa del pluralismo, del diritto dei cittadini a essere informati, della democrazia continua ma, intanto, in queste ore il Parlamento approverà la legge di bilancio contenente le penalizzazioni per il settore dell’informazione.

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