Pubblicato: sabato 10 novembre, 2018 - Tempo di lettura: 2 min.

Sanità, schiaffo al Molise dal Governo Conte. Sistema allo sfascio, Toma punta i piedi. E il sub-commissario incassa

DI GIOVANNI MINICOZZI

La mancata nomina del commissario ad acta alla sanità è l’ennesimo schiaffo al Molise dato a cinque dita dal Governo Nazionale. Dopo sei mesi di stallo la situazione è diventata davvero critica per il sistema sanitario regionale, bloccato su sé stesso e su una condizione di totale emergenza.

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A subirne le conseguenze sono i cittadini che nella situazione di sfascio non sanno più cosa fare. I più fortunati, quelli che possono permetterselo, vanno a curarsi fuori regione mentre tanti altri rinunciano perfino alle cure.

Carenze di organico, liste d’attesa lunghissime, precari di lunga durata che non possono essere stabilizzati, decessi legati a patologie tempo-dipendenti in aumento, impossibilita’ di attivare e di accreditare nuovi reparti necessari per garantire i livelli essenziali di assistenza, fondi dell’articolo 20 per interventi infrastrutturali sui nosocomi bloccati e chi più ne ha più ne metta.

In tale contesto non si comprende a cosa serva la figura del sub commissario, retribuito con diecimila euro al mese (soldi sottratti dal fondo sanitario regionale ), per non fare niente e per mantenere la situazione bloccata a livello di indecenza.

Bene ha fatto il Presidente della Regione Donato Toma, insieme a tutti i consiglieri tranne i pentastellati, a puntare il piedi e a diffidare il governo giallo-verde rispetto a una situazione diventata intollerabile e disastrosa per i molisani.

Collegare la nomina del commissario alla promulgazione del decreto semplificazioni, dentro il quale è stata inserita l’incompatibilita tra il ruolo di Governatore e quello di commissario e giustificare il ritardo, come hanno fatto i rappresentanti del M5s con tale pretesto, è un atto di irresponsabilità nei confronti di una intera regione.

Al punto in cui è arrivata la vicenda serve una presa di posizione determinata con conseguenti azioni di protesta eclatanti non solo da parte del Governatore Toma ma anche di tutte le associazioni sindacali, del terzo settore e dei cittadini che hanno a cuore un servizio sanitario almeno decente.

Peraltro, in questa assurda vicenda una parte di responsabilità spetta anche allo stesso Presidente della Regione Donato Toma per non aver accettato la proposta del dirigente del Ministero , diventato poi suo amico per via dello scambio di prodotti tipici locali (mozzarelle di Bojano) come il governatore ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa, di individuare insieme la figura di un tecnico qualificato in materia sanitaria da nominare commissario.

Su questa proposta Toma ha opposto il suo totale diniego all’insegna del motto “o io o la morte” e fino ad ora morte è stata per la sanità molisana.

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