Pubblicato: mercoledì 07 novembre, 2018 - Tempo di lettura: 4 min.

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di LUIGI PETRACCA

I quotidiani molisani dei giorni scorsi hanno ospitato un articolo di Pierluigi Giorgio dal titolo “Il potere delle storie”. Un contributo interessante e di notevole spessore culturale, in quanto propone modalità di riscoperta e di valorizzazione delle nostre risorse ambientali, totalmente nuove rispetto agli ordinari appuntamenti estivi dell’escursionismo locale che, pur organizzati di solito con intenti promozionali, non hanno fin qui prodotto tangibili benefici alle aree interne, né sotto il profilo turistico o culturale e tanto meno sotto il profilo occupazionale.

In effetti Pierluigi Giorgio, dall’alto della longeva esperienza di studio e di conoscenza degli itinerari della transumanza molisana, propone un vibrante salto di qualità al modo di onorare le nostre radici storiche, le stesse che indussero Giuseppe Napoleone a firmare la legge n.189 del 27 settembre 1806, che sanciva la separazione della Provincia di Molise dalla Capitanata e la sua totale autonomia, con una Intendenza a Campobasso ed una Sotto Intendenza ad Isernia.

L’innovativo progetto di Pierluigi Giorgio, gradevolmente battezzato come “Tratturo Narrato”, ha già raccolto l’adesione del Sindaco di Campobasso ed è facile prevederne anche la partecipazione attiva della nuova Amministrazione Regionale e dei Sindaci dei piccoli comuni delle aree interne. Comunità sorte, nei secoli, a ridosso dei crinali rocciosi delle dorsali appenniniche, lungo i consolidati tracciati della transumanza ed ora stremate dallo spopolamento.

La interessante novità di tale progetto si manifesta nello sforzo di coniugare la storia, la leggenda, la narrazione di alto profilo e la riscoperta della preziosa attualità di quel superbo sistema viario, battezzato e tramandato nei secoli come “tratturo” (derivato dal termine latino di “tractoria”, che ne designava il grande privilegio dell’uso gratuito, in quanto bene destinato a servizi fondamentali della comunità), già battuto in epoca protostorica dagli armenti e dalle greggi dei pastori e che assurse anche a sistema di elevato interesse commerciale nel tardo Medio Evo e nella successiva epoca moderna con la proliferazione, lungo l’intero tracciato, di insediamenti urbani, di fortificazioni, di castelli dei casati nobiliari, di cattedrali romaniche, di monasteri di pregio architettonico e delle famosissime Taverne, dove trovavano riparo ed assistenza i viandanti ed i cavalieri. E’ stata questa la caratterizzazione che ha legittimato, nei secoli, l’attribuzione ai tratturi del ruolo storico di vettori e custodi non solo della cultura nomade della pastorizia molisana, ma anche dei tratti identitari della configurazione di “popolo”, riconosciuta alla stirpe molisana anche di recente dalla Costituzione Italiana, con l’attribuzione di quell’autonomia istituzionale, che politicanti dell’ultima ora vorrebbero porre in discussione con squallide proposte annessionistiche.

Oggi i tratturi potrebbero ancora esercitare un ruolo essenziale nel rilancio turistico della nostra regione, utilizzando la formula del TURISMO a CAVALLO, già sperimentata in altre regioni con risultati molto lusinghieri, sia sotto il profilo economico che occupazionale.

I tratturi molisani, con la loro interessantissima estensione di ben 398 chilometri, costituiscono una rete viaria a maglie strette, che copre in modo equilibrato ed uniforme tutto il territorio regionale e che ha ottenuto già riconoscimenti formali di pregio e di valenza mondiale. Sotto questo profilo, l’anno 2019 potrebbe confermare tali acquisizioni.

In Molise, il rilancio dell’escursionismo a cavallo lungo i tradizionali percorsi dei tratturi, potrebbe rappresentare un’offerta turistica molto interessante per i flussi di villeggianti affezionati all’autenticità delle aree interne e dei territori montani, con la rivitalizzazione dei Centri storici e della tradizionale genuinità dell’offerta gastronomica e ricettiva di quei territori e con la concreta riedizione delle Taverne, prezioso strumento di rilancio delle tradizioni molisane più autentiche e delle nuove prospettive del turismo verde.

E’ in questo contesto molto favorevole che andrebbe efficacemente inserita la proposta progettuale di Pierluigi Giorgio, con l’auspicio che le escursioni lungo gli originali tracciati dei tratturi molisani – da realizzare a cavallo già da ora! – non si limitino alla rievocazione storica della nostra civiltà ed alle solite, ormai insipide ed autoreferenziali interviste televisive, ma mirino innanzi tutto a segnalare all’opinione pubblica ed alla palesata sensibilità della nuova Amministrazione Regionale, la consistenza economica e strutturale di questo prezioso patrimonio, oggi abbandonato in condizioni di gravissimo degrado, le cui piste battute dalla transumanza risultano, in una percentuale davvero intollerabile, persino erose e dissodate dalla avidità dei poderi confinanti.

Siamo alla vigilia di una nuova stagione di aiuti dell’Europa e forse la Programmazione Regionale potrebbe proficuamente destinare una compatibile quota dei PROSSIMI FONDI STRUTTURALI ad un congruo investimento nel settore indicato. Ne gioverebbe molto il Molise anche nell’immediato, poiché un articolato progetto di recupero e riqualificazione delle storiche vie della transumanza solleverebbe dalla disperazione centinaia e centinaia di giovani, che ora sono costretti ad abbandonare le loro famiglie e la loro terra per la carenza di un lavoro dignitoso. I giovani ormai fuggono e la politica è giudicata per ciò che fa di concreto e non per le chiacchiere o per le manifestazioni insulse.

*( Ex Direttore Generale di Arpa Molise )

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