Pubblicato: lunedì 15 ottobre, 2018 - Tempo di lettura: 4 min.

Interfibra - Internet veloce + chiamate illimitate a partire da 9  al mese Dopo Di Maio-Salvini, il nulla

 di Angelo Persichilli

Per anni ho parlato male di Donald Trump, del suo modo di fare affari da avventuriero e delle sue arringhe da presuntuoso, pomposo e antipatico. Stesso discorso per Matteo Salvini. Ho sempre duramente criticato le sue frasi contro il Sud, le intolleranze verso le minoranze e i suoi modi linguisticamente aggressivi con tinte più o meno evidenti di razzismo. Nonostante il primo sia ora alla Casa Bianca e il secondo al governo in Italia, non riesco a dimenticare chi sono stati e questo mi crea un problema. Infatti, mentre continuo a odiare il loro stile provocatorio e i loro contenuti discutibili, non riesco a condividere i toni da crociata contro l’infedele da parte della stampa e di molti oppositori politici. Perché? Mi sono posto spesso questa domanda e credo di essermi data una risposta, anzi due. Primo, Salvini e Trump non sono la causa del problema, ma la conseguenza di anni di vuoto politico al vertice, alla Casa Bianca e a Palazzo Chigi. Secondo, ho notato che i più strenui oppositori di Trump e Salvini, sono proprio quelli che, con la loro incapacità politica ed economica, hanno creato un clima difficile che ha facilitato l’arrivo di Trump alla Casa Bianca e Salvini a Palazzo Chigi. Insomma, la scelta è tra un gruppo di persone che non ti piacciono per le ragioni di cui sopra e tra un gruppo di incapaci. Sono stato in Italia recentemente e ho notato che c’è una grossa differenza tra ciò che leggiamo sui giornali e ciò che invece si dice nelle strade. Sulla stampa si parla di scenari apocalittici e imminenti disastri economici e sociali (che non sono da escludere) mentre la larghissima maggioranza delle persone che ho incontrato, il benzinaio, il cameriere, il tassista oppure il vicino di ombrellone in spiaggia ha espresso appoggio, alcuni a denti stretti, per la coppia Salvini-Di Maio. Significa che per avere informazioni reali la stampa tradizionale non è più affidabile; poi significa che la stessa non ha alcuna influenza sugli avvenimenti politici di una nazione. Questo perché i media tradizionali non riportano fatti politici, ma fanno politica. I cittadini lo hanno capito e leggono i giornali e ascoltano i notiziari per avere informazioni su un incidente stradale, un terremoto o la caduta di un ponte. Per la politica ci sono i social. È pericoloso, certo, ma per ora non c’è alternativa valida. Contemporaneamente, ho cercato di capire meglio chi fossero gli oppositori. Ho parlato con alcuni di loro, con diversi livelli di impegno politico, ma tutte le conversazioni iniziavano con la predica di Salvini-fascista, Salvini-razzista e giù una lunga lista di problemi che affliggono l’Italia. Cosa che ho bloccato dichiarandomi d’accordo con loro invitando invece a parlare di alternative. Niente da fare, filippiche contro Salvini e lista di problemi. Ho detto loro che dovevano rispondere a due domande: primo, chi è responsabile della popolarità di Salvini, secondo quale era l’alternativa. Silenzio siderale. Alla prima domanda non potevano rispondere in quanto sarebbe stata autoincriminante: i più facinorosi che guidano la crociata contro Salvini sono proprio coloro che lo hanno sostenuto nel passato (Berlusconi e Forza Italia) oppure coloro che sono stati al governo, creato lo scempio cui stiamo assistendo e favorendo l’ascesa di Salvini (Renzi, Martina, Del Rio e la Boldrini). Posso sbagliarmi ma la vera sinistra italiana sembra si sia un po’ defilata. Oddio, questo non significa che appoggi Salvini, ci mancherebbe altro, ma ha grosse difficoltà a intrupparsi con Berlusconi e Renzi. In mezzo a un caos che ha raggiunto livelli pericolosi, due giovanotti, Salvini e Di Maio stanno cercando di offrire una zattera all’Italia alla deriva. La destra non ha i numeri per governare, la sinistra non esiste e l’Italia ha bisogno di un governo in un momento drammatico per la sua esistenza. L’Italia è in un sandwich tra l’Africa che spinge dal Sud e dall’Europa che ci schiaccia dal Nord. Una Europa cialtrona (mi riferisco principalmente a Francia e Germania appoggiata dai vassalli spagnoli) che usa i suoi regolamenti per dissanguare la Grecia oppure per coprire la sua politica contro l’immigrazione di massa usando per anni l’Italia. L’Europa non usa armi per controllare i Paesi vassalli, ma il terrorismo economico e parole come ‘spread’ e ‘ratings’. Morale della favola, la coppia Salvini-Di Maio non è certo paragonabile alla coppia Moro-Berlinguer che mise da parte le divergenze ideologiche per salvare l’Italia in pericolo, ma al momento è l’unica che passa il convento. Salvini e Di Maio sono diversi in tutto. Hanno avuto due programmi elettorali in molti casi opposti, hanno un elettorato che è, politicamente parlando, meno omogeneo degli spettatori in uno stadio e sono diversi anche come persone. Il primo sembra appena uscito dalla Curva Sud, il secondo da un convitto di suore. Ciononostante, cercano di dare un governo all’Italia vivendo alla giornata cercando accordi limitati nel tempo e negli scopi. Fino a quando l’attuale opposizione si limita a criticare Salvini e fare la lista dei problemi senza offrire alternative, a molti italiani, incluso il sottoscritto, non resta che aggrapparsi, loro malgrado, alla coppia Salvini-Di Maio.

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