Pubblicato: sabato 13 ottobre, 2018 - Tempo di lettura: 2 min.

Corecom, Santimone replica a Di Lucente: “se sa qualcosa faccia i nomi”

La vicenda relativa alle nomine Corecom si fa sempre più accesa. Nella giornata di ieri, Il Consigliere Regionale Andrea Di Lucente ha espresso il suo appoggio al Presidente Micone ritenendosi convinto che il polverone sia stato sollevato a causa di un “tornaconto personale”. Una vera e propria stoccata quella dell’esponente dei Popolari per L’Italia, alla quale non si sono fatte antendere le risposte, prima fra tutte quella del Consigliere Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti Cosimo Santimone, che in una nota ha definito la sua replica “necessaria viste le gravissime accuse di Di Lucente, il quale ha gettato discredito sull’intera categoria, riducendo, sulla base di non sappiamo quali fantasiose congetture le nomine al Corecom ad un «tornaconto personale»”. Santimone, inoltre, ha aggiunto:

Di Lucente se conosce qualcosa che ignoriamo, da buon rappresentante della “cosa pubblica” faccia i nomi e vada in Procura, altrimenti taccia. Sappiamo bene, signor Di Lucente, che come testualmente lei ha detto «non si tratta di pregiudicati e non sono figure scomode ma solamente professionisti…». Probabilmente – ha precisato il Consigliere dell’Ordine- anzi sicuramente sono degli ottimi professionisti. Noi, come Ordine, non abbiamo espresso giudizi su questo aspetto e non abbiamo mai messo in dubbio la loro competenza.Da parte nostra non c’è stata nessuna critica alle persone. Abbiamo, questo sì, criticato il metodo, il criterio di scelta.E lo faremo ancora. Sempre con rispetto, ma con grande determinazione. Dicevano i latini “unicuique suum” che semplicemente vuol dire “a ciascuno il suo”: l’intera categoria che rappresento conosce bene le difficoltà di questo periodo storico. Non abbiamo bisogno di giudizi frettolosi di esperti dell’ultima ora.” Santimone poi sottolinea: “: c’era e c’è la necessità e probabilmente, come ho avuto modo di affermare nel recente passato, “l’obbligo morale” di nominare all’interno del Corecom anche un appartenente alla categoria dei giornalisti. Questa difesa così violenta – ha infine concluso – da parte di una “politica” che alla vigilia delle elezioni si era presentata come il cambiamento col passato, ci getta nello sconforto come cittadini e come molisani, prima che come giornalisti. E tutto ciò non ha a che fare con la tutela degli interessi collettivi.”

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