Pubblicato: venerdì 12 ottobre, 2018 - Tempo di lettura: 3 min.

Interfibra - Internet veloce + chiamate illimitate a partire da 9  al mese “Il coraggio di educare”, successo per la conferenza di Paolo Crepet a Bagnoli del Trigno

Oltre 370 persone alla Domus Area hanno assistito all’ evento.

Consigli e riflessioni per accompagnare i ragazzi nell’evoluzione di autonomia, autostima e nella voglia di crescere, sognare, costruire.

Tutto esaurito, oltre 370 persone tra il pubblico che ha assistito al convegno con Paolo Crepet a Bagnoli del Trigno.

Il professore, psichiatra, sociologo e scrittore, ha catalizzato l’attenzione di una platea composta per la maggior parte di insegnanti, anche delle province vicine (dalla provincia di Caserta è giunto un intero pullman), a testimonianza del grande richiamo dell’evento.

Il seminario apre una nuova annualità del corso di formazione “A scuola con il corpo, con il cuore e con la mente”, riconosciuto dal Miur e promosso dal Centro Studi e Ricerche “Cosmo de Horatiis”.

Crepet non si è risparmiato, dedicando alla platea oltre due ore e rispondendo a molte domande, al termine del suo intervento.

“Il coraggio di educare”, era il tema scelto per la giornata. Coraggio delle cose semplici, ha detto lo psichiatra: recuperare il valore di un “no” a fini educativi o di un brutto voto preso a scuola che invece ti spinge a migliorarti. “Chi ha già tutto smette di sognare, di avere desideri, di voler conquistare qualcosa” – ha detto il professore. Per questo, genitori ed insegnanti dovrebbero recuperare il senso del “dire di no” a volte e per fini educativi.

“La scuola è uno di quei pochi luoghi in cui tutti trascorrono obbligatoriamente una parte della loro vita ed un periodo considerevole della propria infanzia e della gioventu” – ha spiegato Crepet – e per questo, ha detto, dovrebbe essere potenziata nelle risorse ad essa dedicate e alleggerita da tendenze che vanno verso la promozione per tutti, la semplificazione di schemi educativi, la facilitazione a tutti i costi di percorsi e abitudini che coinvolge anche le famiglie.

“Bisogna evitare il condono educativo”, ha spiegato ancora Crepet: app sul telefonino per le versioni di latino o traduzioni in lingua, gruppi di genitori e di studenti sui social per scambiarsi soluzioni rapide ai compiti non aiutano a crescere e a coltivare la propria voglia di scopire. Il tempo e l’ascolto sono i due elementi piu’ importanti da donare ai ragazzi, piu’ che l’ultimo smartphone o le scarpe alla moda.

Autonomia da conquistare, obiettivi da raggiungere, autostima da costruire in una età delicata e sempre meravigliosa. È questo il punto di contatto tra la filosofia del Prof. Crepet e la Psicologa Carla Ciamarra della Domus Medica, che coordina il corso per insegnanti. “Ogni bambino ha dentro di se delle enormi risorse positive, che vanno solo scoperte e valorizzate, lasciandolo libero di esprimersi e fornendogli gli strumenti giusti per supportarlo senza sopraffarlo o confinarlo in una realtà iperprotettiva”.

Cadendo si impara a rialzarsi, dunque. Con la giusta guida e con un piccolo cerotto quando serve, si impara a correre.

L’incontro è stato aperto dal Prof. Franco Mastrodonato, direttore sanitario della Domus Medica, che ha sottolineato l’importanza ed il ruolo dell’educatore a qualsiasi livello. “L’arte di insegnare è come l’arte medica: non puo’ essere intesa solo come una professione, ma una vera e propria missione nel curare la crescita delle generazioni del domani” ha detto.

“Senza passione non si vive, si sopravvive, ma è un altra cosa”. È il messaggio con cui Crepet ha invece salutato la platea.

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