Pubblicato: martedì 09 ottobre, 2018 - Tempo di lettura: 2 min.

Zuccherificio, da idea per lo sviluppo dell’agricoltura a disastro annunciato

Storia, nascita e declino dello Zuccherificio. Lo hanno fatto gli ex lavoratori, della storica azienda, ripercorrendo le tappe salienti della fabbrica.

Il merito, secondo il loro racconto, va ascritto all’allora sottosegretario all’Agricoltura, Giacomo Sedati, che nel 1969 ebbe l’intuizione di far costruire lo stabilimento nell’area di Termoli .

Nacque cosi’ in Molise la prima fabbrica per lo sviluppo del Mezzogiorno. Era una società per azioni, con la maggioranza a capitale pubblico per il 52% e il rimanente 48 di proprietà privata.

Dopo gli anni di forte sviluppo – ha ricordato il Comitato degli ex dipendenti – nel 2008 la Commissaria all’Agricoltura Europea, la danese Mariann Fischer Boel, decise di riformare il settore della bieticoltura. Il prezzo più caro degli effetti della riforma fu pagato dall’Italia. Gli europarlamentari, non riuscirono ad evitare quello che gli operai dello zuccherificio hanno definito uno scempio.

Il Ministro dell’epoca, era l’attuale governatore del Veneto Luca Zaia. Con la riforma introdotta dal commissario Fischer Boel, furono chiusi 13 zuccherifici, tra cui quello di Guglionesi, con la parte privata che abbandonò lasciando debiti per 40 milioni di euro.

Lo stabilimento, tuttavia, continuò a produrre, hanno spiegato dal Comitato, soprattutto per l’ostinazione del governatore Iorio che decise di andare avanti: andate a seminare, la frase pronunciata dal presidente assumendosi ogni responsabilità e ricordata oggi dagli operai.

Poi, secondo i dipendenti, l’errore di affidare lo stabilimento nelle mani di Perna. Nel 2013 la guida della Regione passo’ nelle mani di Frattura. E il resto, dicono dal Comitato – è la storia recente conosciuta da tutti: amministratori delegati, gente guidata dalla Regione, hanno portato lo Zuccherificio ad un fallimento pilotato.

Gli sforzi compiuti, dall’allora ministro Sedati, per mettere in piedi l’azienda dello zucchero più grande del mezzogiorno sono stati mandati all’aria. Ma la cosa peggiore, è l’amara conclusione è di aver fatto passare il messaggio che tutto questo era necessario. E oggi, il gigante che sbuffava ogni giorno per tirare fuori zucchero dalle barbabietole, è solo un altro monumento del Molise che scompare pezzo dopo pezzo.

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