Pubblicato: sabato 15 settembre, 2018 - Tempo di lettura: 3 min.

Interfibra - Internet veloce + chiamate illimitate a partire da 9  al mese Fondo per l’emergenza terremoto e sanità, scontro Toma-Movimento 5Stelle. Idee nebulose sulla viabilità

di GIOVANNI MINICOZZI

È scontro tra il M5s e il Presidente della Regione Donato Toma sui due milioni di euro concessi dal governo per finanziare lo stato di emergenza riconosciuto al Molise per il terremoto di metà agosto. In particolare il deputato Antonio Federico rispedisce al mittente le critiche mosse al governo Conte sull’esiguo stanziamento di fondi e punta il dito contro la Regione. “Il dipartimento centrale della protezione civile ha chiarito che la relazione presentata dal Molise è carente e non rispetta l’attuale normativa – ha dichiarato Antonio Federico–  Da un lato la Regione ha avanzato richieste che non possono essere riconosciute in questa fase e dall’altro –ha spiegato il deputato – è  mancata la quantificazione per le spese di autonoma sistemazione, cioè per il ristoro dei cittadini colpiti dal terremoto. Chi si inventa altre spiegazioni o è in malafede o non conosce la norma” – ha concluso Antonio Federico. Diversa invece l’ opinione del governatore sui due milioni di euro.
“Per la verità a giudizio mio sono pochi però sono quelli che il governo poteva attribuirci perché era il residuo rimasto sul fondo per l’ emergenza nazionale. Ho avuto assicurazioni dal capo della protezione civile che tutti i danni che noi dimostreremo di aver subito ci verranno indennizzati . Io mi fido del capo della protezione civile e mi fido delle belle parole che per telefono mi ha detto il Presidente del consiglio dei Ministri Conte” ha dichiarato il Governatore.
Attenzione massima del Presidente Toma anche per l’emergenza viabilità sempre più disastrata: dal viadotto sul Liscione al Sente, ormai chiuso, alle strade interne, ai collegamenti delle fondovalli con il casello di San Vittore sull’A1, al progetto autostrada del Molise o quattro corsie Termoli- S.Vittore.
Le idee e le proposte, però, appaiono ancora nebulose.
” L’argomento è veramente nevralgico, le infrastrutture per questa Regione costituiscono la leva, perché questa Regione possa davvero svilupparsi- ha dichiarato il Presidente a Telemolise –  Abbiamo la necessità, e il terremoto lo ha dimostrato, di avere una viabilità alternativa a quella che è la viabilità della Bifernina e dobbiamo riconsiderare nella giusta misura una quattro corsie anche eventualmente autostradale e pensare a che il governo in programmazione ,il ministero delle infrastrutture in programmazione, ci riconosca una soluzione del genere“.
Per quanto riguarda il viadotto sull’invaso del Liscione Toma ha detto;
“Con l’Anas fu fatto un sopralluogo in concomitanza dei controlli sul Liscione e abbiamo riscoperto, per la verità su indicazione del sindaco di Guardialfiera, una viabilità che potrebbe essere alternativa a quella che una volta sostituiva, o meglio, quando la Bifernina non c’era veniva percorsa quella strada. A detta dell’Anas può essere riattivata e rimessa in ripristino “.
Sarebbe una soluzione, aggiungiamo noi , ma non esiste alcun progetto e soprattutto non si comprende dove prenderanno i soldi necessari. Sullo sfondo resta la contrapposizione tra Toma e il m5s anche sulla nomina del Commissario ad acta per la Sanità.
Infatti il governo Conte ancora non decide la nomina del commissario ad acta , caparbiamente inseguita dal Presidente Toma contro il quale i parlamentari e i consiglieri regionali del M5s nonché il ministro Giulia Grillo hanno alzato un muro di cemento armato .Il braccio di ferro e il permanere della situazione di stallo incidono negativamente sulla già precaria efficienza del sistema sanitario regionale e , dunque, il Governo Conte farebbe bene a decidere in fretta in un modo o nell’altro.

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