Pubblicato: mercoledì 12 settembre, 2018 - Tempo di lettura: 2 min.

Toma – 5 Stelle, scontro al calor bianco su vaccini e Commissario per la Sanità

Approvata tra feroci polemiche in Consiglio regionale la legge sui vaccini. A licenziare il provvedimento è stato uno schieramento trasversale che va dal Partito democratico, presentatore della legge, alla maggioranza di centrodestra che ha votato compatta con la sola astensione della Consigliera della Lega, Filomena Calenda. Contrari, e protagonisti di un acceso battibecco con il presidente Toma, i rappresentanti del Movimento 5 Stelle. A dare fuoco alle polveri, è stato Andrea Greco che ha definito il provvedimento una “deiezione legislativa”, una affermazione che ha generato una levata di scudi da parte di tutti gli altri schieramenti inducendo il presidente dell’assemblea, Micone, a richiamare greco ad un linguaggio consono al ruolo ed al contesto istituzionale. Per Greco la legge sarebbe priva di qualsiasi efficacia, rintrando la questione vaccini tra le competenze dello Stato centrale. Di parere contrario, tutti gli altri. A rispondere a Greco è stato Facciolla che ha escluso ogni conflitto di competenza con la legge nazionale. Al contrario, secondo Facciolla la normativa regionale va nella direzione del pieno rispetto della legge Lorenzin sulla obbligatorietà delle vaccinazioni e delle certificazioni che non possono essere lasciate, come vorrebbe l’attuale ministro della Salute, Giulia Grillo, ai genitori dei bambini. Dello stesso avviso Toma. Il Presidente e la maggioranza hanno aderito con convinzione alla proposta di legge del PD perché va – ha detto Toma – nella giusta direzione.

Al clima già pirotecnico scatenato dalla questione vaccini si è poi aggiunto un altro fuoco d’artificio, uno sparo che ha visto di nuovo contrapposti Toma e i 5 Stelle. Questi ultimi hanno accusato il governatore di bloccare la nomina del Commissario ad acta per la sanità. Toma ha replicato che sono altri – ed il riferimento è andato proprio ai 5 Stelle – a comporre delegazioni che si recano a Roma per chiedere che venga bloccata la nomina del Presidente della Regione in veste di commissario. I 5 Stelle preferiscono un esterno. La conclusione, tuttavia, è una sola: da cinque mesi il Molise è senza una guida in ambito sanitario. Manca il commissario, però continuiamo ad avere da anni un sub commissario governativo – il dott. Gerardo Di Martino, nominato dal Governo ma pagato con i soldi dei molisani – che costa alle casse regionali la bellezza di 11.203 euro al mese.

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Il Giornale del Molise - reg. Tribunale di Campobasso n. 269 del 11/10/2001- Editoria: Editoria Innovazioni Sviluppo srl - via San Giovanni in Golfo ZI - P.IVA 01576640708
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