Pubblicato: mercoledì 13 giugno, 2018 - Tempo di lettura: 2 min.

Omicidio Lucio Niro: l’imputato Domenico Felice è stato assolto anche in Appello

La Corte di Assise di Appello a Napoli, oggi 13 giugno, ha confermato la sentenza di primo grado, della Corte di assise di Benevento, pronunciata il due marzo di sette anni fa: assoluzione per Domenico Felice, 40 anni, l’agricoltore di Santa Croce del Sannio, unico imputato per l’omicidio di Lucio Niro, all’epoca 30enne, muratore di Baranello, che fu ucciso con un colpo di fucile nella sua Fiat Bravo, nella notte tra il 10 e l’11 febbraio del 2008, in una stradina tra Morcone e Santa Croce del Sannio. Lucio Niro tornava a casa dopo essere stato dalla fidanzata, a Santa Croce. Si sarebbero dovuti sposare di lì a poco. Aspettavano una bambina.

Dunque, anche in secondo grado, Domenico Felice è stato assolto per non avere commesso il fatto. Il Procuratore Generale ha chiesto di rigettare l’appello del Pubblico ministero di Benevento, perchè, a suo avviso, i motivi erano infondati, in quanto gli indizi non erano gravi, né precisi né concordanti, con le indagini avviate in ritardo, dopo 48 ore. In prima battuta, infatti, si era creduto fosse stato un incidente stradale. Alla requisitoria del Pg si sono associati anche i difensori di Felice, Claudio Fusco e Antonio Di Maria.

Non c’era il rappresentante di Parte Civile, il legale della bambina nata dall’unione di Lucio Niro e Rosanna Parlapiano, la fidanzata che avrebbe dovuto sposare.

C’erano invece, in aula, il fratello, Giovanni e la madre e il padre di Lucio, rappresentati, questi ultimi, dall’avvocato Angelo Piunno. Ha sostenuto che, tra gli indizi di colpevolezza, almeno due erano gravi, precisi e concordanti: il primo, che l’imputato, pare invaghito della fidanzata di Lucio Niro, avrebbe detto più volte, come raccolto da testimonianze, che avrebbe ridotto in polpette lo stesso Lucio; secondo che aveva dato alibi, sempre da testimonianze, che non reggevano.

Alla fine la Corte d’Assise d’Appello ha ritenuto, però, di assolvere Domenico Felice, che non si è presentato in Tribunale a Napoli

A distanza di dieci anni, non c’è un colpevole. Chi ha ucciso Lucio Niro? È la domanda che resta sospesa. Una sentenza accolta con dolore e scoramento dalla famiglia di Lucio, che chiede verità e giustizia. Vuole risposte dallo Stato.

La via della Cassazione appare, ora, quasi impossibile. L’unica, flebile possibilità, è rappresentata dal procuratore generale della stessa Cassazione.

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