Pubblicato: martedì 12 giugno, 2018 - Tempo di lettura: 4 min.

La semplificazione della percezione

di ADELE FRARACCI

Tanti Italiani hanno percepito che l’accoglienza degli immigrati è stata mal condotta e male organizzata. Essa sembra non abbia garantito ordine sociale e sicurezza. I ‘Neri’ si trovano ciondolanti nelle città, chiedono elemosina davanti alle chiese e ai supermercati, rovistano nella spazzatura, percorrono le strade in bicicletta, si radunano e offrono il senso della precarietà, non solo la loro. Immancabile il telefonino in dotazione, che sembra essere risultato una delle cose più insopportabili a tanti Italiani. Gli Italiani quando i ‘Neri’ lavorano, sottopagati e sfruttati nelle campagne o nei cantieri, non li vedono. Fa il giro del mondo, però, il video del ‘Nero’ col c…o di fuori al supermercato. Tanti Italiani hanno percepito che l’immigrazione sia anche un grande business. Hanno percepito che alcuni albergatori abbiano trovato una fonte di guadagno assicurata, alcune associazioni di volontariato abbiano trovato per se’ lavoro remunerativo e che la stessa mafia faccia i suoi sporchi affari con i migranti. Hanno percepito, infine, che l’Europa ha lasciato sola l’Italia nell’affrontare il fenomeno migratorio. Questo il quadro di quel che tanti Italiani hanno percepito. Val la pena sottolineare che questa loro percezione è registrabile da anni. Eppure tutto è andato avanti come se il problema della percezione non esistesse. C’è chi nel governo ha fatto il gendarme in mare negli ultimi tempi, però in terraferma tutto è continuato più o meno come al solito. Ed ecco che mentre le politiche sociali sfregiavano pure gli Italiani, impoverendoli e gonfiando in essi il sentimento di paura e precarietà, c’è chi ha inzuppato il pane nel vaso della percezione, alimentandola, centrifugandola e montandola a arte, tanto da far accrescere il consenso per sé sino a assumere responsabilità di governo. Questo è stato il dato percettivo percepito dai furbi che ci hanno costruito non a caso la loro carriera politica, mentre altri erano intenti a twittare se stessi, nel nulla, nel vuoto cosmico in cui non a caso sono precipitati tra una pseudo lectio di diritto pubblico comparato ai tempi del referendum costituzionale e un’arroganza patologica condotta a oltranza che li ha fatti vaneggiare: sentirsi dei Napoleone vincitori grazie alla strategia del Rosatellum, mentre in verità Lipsia e Waterloo c’erano già state e la disfatta era stata rovinosa.
Ora da questo dato percettivo degli Italiani si deve partire per recuperare… gli Italiani.
Recuperare quanti vagano straccioni nelle vesti e nelle anime, nei loro modi gretti e volgari e nel loro essere xenofobi e razzisti. Quelli che sbraitano e schiamazzano irrisori e si sentono ora meno frustrati perché credono di avere al comando i loro uomini, uno di loro e quelli tra loro. È la vecchia storia in salsa moderna: identificazione col branco e con il nuovo potere. Il potere percepito come quello del cambiamento e del rinnovamento, il ‘potere etico’ che mobilita le folle di fronte al ‘modello’ in cui rispecchiarsi con orgoglio, accantonando le individuali paure, il senso di precarietà e le personali frustrazioni, capace di dare sfogo alla rabbia: abbattere i nemici interni (casta, immigrati e quanti altri) e il nemico esterno rappresentato innanzitutto dall’Europa e da nuovi migranti.
È indispensabile ricostruire un centrosinistra che sia democratico con tutti i suoi valori, in cui sentirsi a casa, senza i Napoleone e senza parenti serpenti. Un centrosinistra che sappia traghettare ogni nave, italiana e straniera, al suo porto. Ma il centrosinistra non può che cambiare nomenclatura. Fin quando parlano un Renzi o i suoi replicanti alla Orfini, non c’è casa, non ci può essere. Perché proprio il loro Pd e il loro governo sono stati i primi responsabili dello scempio attuale. E anzi hanno proprio incentivato il ‘fuoriuscitismo’. Non c’è nulla da fare, non potrebbero mai essere riconosciuti come leader da quanti a sinistra si sono astenuti o hanno votato sigle diverse dal Pd e finanche il m 5 stelle, percepito, quest’ultimo, come l’unica bomba da lanciare per far deflagrare il sistema Pd-Verdini. Binomio, quest’ultimo, che si presta alla semplificazione ma che può rappresentare un ottimo esempio per cogliere l’impossibilità, è bene che lo capiscano nel pd, a riproporre all’interno gli stessi nomi. Quei nomi nati sotto il vessillo della rottamazione dei vecchi dirigenti e che si è risolto in una politica ‘bamboccia’, succuba del Nazareno e degli interessi di ‘casta’. Quei nomi che oggi parlano, sono gli stessi che hanno fatto quelle cose che oggi denunciano. Non sono credibili. Devono sparire. Il primo modo per recuperare gli Italiani è dare una casa al popolo di centrosinistra. A quella gente che onestamente ammoniva e esprimeva il suo pacato giudizio critico e che è stata ignorata e fatta precipitare ‘nella barbarie dei tempi moderni’. Questo popolo di centrosinistra ha ora bisogno di una politica ‘adulta’. Di politica ‘bamboccia’ ne ha piene le scatole. È arrivato il momento di opporre al potere etico, l’etica democratica dello Stato, in cui liberamente e criticamente poter riconoscersi e a cui lavorare.

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