Pubblicato: martedì 27 marzo, 2018 - Tempo di lettura: 2 min.

Molise, il saluto della Casta. In Consiglio regionale c’è chi è costato 9000 euro ad intervento

di PASQUALE DI BELLO

La Casta se ne va, e se ne va nel peggiore dei modi. Lasciando inevaso il tema degli sprechi e dei privilegi. Quello dei costi della politica è destinato ad essere uno dei temi centrali della prossima legislatura regionale. Chiunque si accinga a governare il Molise, di qualsiasi colorazione e di qualsiasi coalizione, dovrà affrontare seriamente la questione. E’ impensabile continuare a chiedere sacrifici ai cittadini in presenza di odiosi privilegi avverti sempre con maggior fastidio dalla comunità. Ogni consigliere regionale, in questa legislatura, è costato in media oltre 600 mila euro per i cinque anni appena trascorsi. La cifra indicata, è chiaramente stimata al ribasso ed è basata sugli emolumenti base, senza considerare le indennità di carica percepite dai presidenti della Giunta e del Consiglio, da quelli di Commissione, dai Capigruppo, dagli Assessori e dai Componenti dell’ufficio di presidenza. Seicentomila euro è quindi la somma destinata ai consiglieri più poveri (si fa per dire). L’ultimo regalo, in tal senso, la Casta se lo è liquidato lo scorso 26 marzo con oltre 237mila euro destinati al pagamento delle indennità per il mese corrente. Tanto stabilisce la determina direttoriale n. 85 del Consiglio Regionale del Molise.

Ciò che però è stupefacente, e rende ancora più odioso il privilegio, è la comparazione tra i dati. Tra i consiglieri uscenti, ce ne sono alcuni che sono costati una cifra esorbitante per ogni intervento reso in aula. C’è chi, per aprire la bocca e magari chiedere i classici 5 minuti di sospensione (cosa frequentissima in alcuni) è costato oltre 4000 euro ad intervento. Ma le cifre lievitano vertiginosamente, risultanto inversamente proporzionali alle volte che si è parlato. Meno parli, più ci costi. E’ questa la regola della Regione Molise che è arrivata a pagare la bellezza di 8695 euro per ogni intervento ad un consigliere regionale che, per decenza e par condicio, ci asteniamo dal citare. Basta fare i conti. L’interessato è intervenuto solo 69 volte in cinque anni. Provate a dividere 600mila per 69, ed il conto è fatto. 8695 euro, arrotondati per difetto.

Poscritto. Va considerata, nel calcolo, l’eccezione rappresentata dai due consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, che hanno rinunciato a parte delle indennità.

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