Pubblicato: lunedì 12 marzo, 2018 - Tempo di lettura: 3 min.

Regionali, Frattura comanda la quadriglia e il centrodestra cerca un volto nuovo

di GIOVANNI  MINICOZZI

Uno spettacolo indecoroso quello offerto dalla politica nostrana in questi giorni. Una politica che non ha saputo sintonizzarsi con gli elettori che cercano il cambiamento e la soluzione dei problemi drammatici che assillano la società molisana. Una politica che, nel chiuso delle stanze, con pochi addetti, alcuni perfino autoreferenziali e senza alcuna rappresentatività, continua a proporre candidati e programmi lontani anni luce dai cittadini.

Vedere certe facce sedute intorno ai tavoli delle coalizioni di centrodestra e centrosinistra ha contribuito a far crescere a dismisura il consenso al Movimento 5Stelle.

La partita delle Politiche e quella delle Regionali si giocava e si gioca su tre temi fondamentali: lavoro, sanità e infrastrutture ma sembra che nessuno lo abbia capito e i pochi che ne hanno parlato non sono stati giudicati affidabili dagli elettori.

Parlare di sanità pubblica, dopo lo smantellamento del sistema sanitario, e vedere intorno al tavolo personaggi che l’hanno distrutta o direttamente coinvolti  non poteva e non può creare consensi. Parlare di lavoro e di infrastrutture e vedere intorno al tavolo coloro che hanno pensato solo ai propri interessi, come Micaela Fanelli con la nota transazione e Paolo Frattura con la realizzazione della metropolitana leggera e con la vicenda Biocom, non poteva e non può creare consenso.

Vedere intorno al tavolo i voltagabbana che hanno fatto il triplo salto mortale da destra a sinistra e di nuovo a destra non può creare consenso.

In altri casi si tratta di personaggi che decidono le sorti della politica i quali o si sono autoproposti o non hanno vinto mai alcun congresso di partito per espletare l’incarico di rappresentante di qualcosa o di qualcuno perché nominati dall’alto.

Sarebbe ora che costoro facessero più attenzione ai meccanismi complessi che si muovono nella società molisana per ridare dignità e prestigio alla politica e per spezzare quel potentato economico-affaristico che da alcuni anni saccheggia il Molise.

Parlando di attualità politica e quindi di elezioni regionali dobbiamo segnalare come la confermata indisponibilità del presidente del tribunale di Isernia, Enzo Di Giacomo, persona seria e capace di risollevare le sorti della Regione, e il ‘no grazie’ di Antonio Di Pietro hanno accentuato le difficoltà nella coalizione di centrodestra e in quella di Frattura e Fanelli.

Mentre ha ripreso quota la candidatura di Roberto Ruta nell’Ulivo 2.0, l’unico designato da un’assemblea pubblica composta da 1300 delegati e non nel chiuso di una stanza.

Il tavolo del centrodestra sta cercando il nominativo del candidato presidente che possa mettere tutti d’accordo e circolano i nomi di Rosario De Matteis, Angela Fusco Perrella, Filoteo Di Sandro, Aida Romagnuolo, Antonio Chieffo, Tecla Boccardo e anche quello, subito rimbalzato in rete, di Manuela Petescia la quale, però, ha fatto sapere di non essere stata contattata da nessuno e di non saperne niente.

Paolo Frattura, dal canto suo, cerca di rilanciare la sua candidatura ma il Pd nazionale non intende interferire nelle divisioni del centrosinistra molisano e si mantiene equidistante tra Ruta e il governatore.

E’ da sottolineare, infine, come il passo indietro annunciato da Frattura sia stato l’ennesimo bluff.

Facendo il paragone con chi comanda il popolare ballo della quadriglia, il governatore prima ha proposto Antonio Di Pietro, poi ha cercato invano l’intesa con Ruta pensando a se stesso e alla fine ha lanciato l’ordine di ‘sciolti si balla’ . Il tutto cercando di convincere sindaci e amministratori convocati all’hotel Rinascimento e alcuni giunti a Campobasso con le auto di servizio targate Protezione civile .

Frattura li ha invitati a candidarsi e a ballare la quadriglia ma in molti gli hanno fatto capire che non hanno più nessuna voglia di ballare con lui.

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