Pubblicato: sabato 13 gennaio, 2018 - Tempo di lettura: 3 min.

Interfibra - Internet veloce + chiamate illimitate a partire da 9  al mese “Isernia Provincia Aperta”: i migranti non hanno aggredito nessuno, si indaghi su chi istiga odio razziale

I Carabinieri hanno chiuso il caso in poche ore. Dalle loro indagini è emerso che l’aggressione da parte di alcuni migranti ai danni di un giovane isernino non c’è stata. Avrebbe inventato tutto per non dire ai suoi familiari che aveva perso dei soldi al gioco. Nel frattempo, però, la presunta aggressione ha alimentato un clima d’odio in città, a sua volta amplificato dai social network. Per invitare tutti alla cautela, a mettere da parte la caccia alle streghe, il comitato “Isernia provincia aperta” oggi ha organizzato un incontro nella sede dell’ente di via Berta: “C’è gente che lo fa in buonafede – ha detto Celeste Caranci. Ma c’è anche chi cavalca questa onda per alimentare odio razziale e tensioni. È il caso di gruppi di estrema destra. Tutto ciò poteva sfociare anche in tensioni di ordine pubblico. Ci chiediamo perché la Procura non interviene. Ci sono fenomeni deprecabili, come l’istigazione all’odio razziale. In realtà queste persone – ha detto ancora Caranci – non vengono qui per delinquere, ma per cercare un’alternativa alla disperazione che si sono lasciati alle spalle. I dati del ministero dell’Interno parlano chiaro: l’anno scorso i reati commessi dai migranti in provincia di Isernia rappresentano appena lo 0,1% di quelli commessi complessivamente”. “Sui quei barconi – ha aggiunto Gigetta Altopiedi – ci sono molti laureati. Affrontano un viaggio pericoloso per fuggire dalle guerre. È il caso di mettere da parte il razzismo – ha detto ancora – e favorire l’integrazione non solo a parole. Da questo punto di vista la scuola e gli organi di informazione possono fare molto. Corrono via dalla morte, ma vengono da noi e trovano ancora il razzismo. Sembra assurdo che ancora oggi, così come nell’800, si aprli ancora di pelle nera. Sono passati secoli, basta. Noi insegnanti e voi della stampa dobbiamo fare un’operazione di integrazione corretta”. Anche i migranti ospitati in città hanno voluto dire la propria, lanciando questo appello agli isernini: “Noi non siamo qui a disturbare o fare danni – ha detto Eborka Happiness, giovane proveniente dalla Nigeria -; siamo qui perché nel nostro Paese abbiamo la guerra. Siamo scappati per avere tranquillità nel vostro Paese. Vogliamo pace da voi”.
Di seguito riportiamo il comunicato stampa dei Carabinieri sulle indagini condotte dopo la segnalazione della presunta rapina:
“I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Isernia, a seguito della denuncia di rapina perpetrata l’altra sera, in una strada del centro cittadino, in danno di un giovane del luogo, hanno immediatamente avviato, sin dalla stessa serata, le conseguenti indagini, tese ad individuare i responsabili. I militari hanno controllato i centri di accoglienza della città allo scopo di raccogliere elementi di prova a carico degli ignoti malfattori ed eventualmente recuperare il portafogli contenente il denaro sottratto al giovane. Le risultanze dell’attività svolta hanno permesso di escludere la responsabilità dei cittadini extracomunitari, come invece in un primo momento era stato rappresentato dalla presunta vittima.Le modalità indicate dall’interessato non hanno trovato corrispondenza con gli elementi raccolti dagli investigatori che, approfondendo le indagini, hanno appurato che il giovane per giustificare ai familiari di aver dilapidato al gioco una somma di denaro, riferiva di aver subito un’aggressione che in realtà non si è mai verificata, procurandosi delle autolesioni. Le risultanze saranno rimesse alla valutazione della locale Procura della Repubblica che coordina le indagini”.

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