Pubblicato: giovedì 11 gennaio, 2018 - Tempo di lettura: 3 min.

Larino verso il voto: movimenti e partiti in fermento, Notarangelo in parlamento?

Obelix

 

Anche la città di Larino sarà chiamata al voto questa primavera. In città fervono gli incontri, più o meno segreti, i caffè a due massimo tre persone per capire cosa fare e chi appoggiare, le passeggiate pomeridiane per non dare nell’occhio. La Larino che va verso il voto è una Larino che in questi cinque anni ha sofferto e tanto la mancanza di esperienze politiche nel vero senso della parola, una città che ha visto diminuire i propri abitanti fino ad arrivare sotto i sette mila, che ha perso sostanzialmente l’ospedale e la caserma della Polizia Stradale, che sta perdendo l’autonomia scolastica, una Larino sempre più divisa da una guerra tra bande, fuori e dentro i partiti, quelli, anzi quello che ancora esiste, il PD è diviso in due se non tre tronconi, ognuno dei quali determinato a presentare una propria lista. Degli altri partiti per il momento non abbiamo notizie, se non l’adesione, ufficializzata pochi giorni fa, dell’ex presidente del consiglio della giunta Giardino, Demetrio Di Fonzo ai “sovranisti”, partito di destra. Mentre per il centro sinistra, o se vogliamo definirlo tale, circola insistentemente il nome del commercialista Vito Di Maria, sostenuto, cosi si dice in città, da Ruggiero Pizzi, politico e amministratore di lungo corso che pur non ricandidandosi dall’ultima volta è sempre intenzionato a tirare le fila in qualche gruppo o movimento, e questo è un primo troncone del PD al quale Pizzi è iscritto. Un altro nome che circola sempre tra i rumors, è quello dell’attuale assessore ai lavori pubblici Michele Palmieri, un altro pezzo del PD che però non va tanto d’accordo con il primo. Palmieri, stando a quanto dicono alcuni cittadini frentani, è forse l’unico assessore presente costantemente in città, ha portato a casa una serie di risultati per cui, potrebbe essere naturale una sua aspirazione a guidare la città anche in questo caso con una lista civica formata per lo più da iscritti o simpatizzanti del partito di Renzi, e non a caso Palmieri è un renziano convinto. Mentre la parte minotaria del direttivo del PD si sta organizzando autonomamente in una lista ispirata (ma non sappiamo se capeggiata) dall’ex sindaco Franco Sabetti che con il suo movimento “Larino spazio aperto” sta sondando il terreno. All’appello però manca l’attuale sindaco Vincenzo Notarangelo, a dire il vero in città si dice che aspirerebbe ad un posto in regione con Sinistra Italiana di cui è segretario regionale e che a livello nazionale appoggia il Presidente del senato Grasso, anche se non mancano indiscrezioni che circolano proprio in questi giorni, secondo le quali stia lavorando a livello nazionale per un posto alla camera dei deputati. All’appello manca però un altro nome che circola con insistenza da un po’ di tempo, è un altro ex amministratore della giunta Giardino, anzi ne è stato addirittura vice sindaco, ed è Giovanni Quici, il quale seppur interpellato mantiene il più stretto riserbo, in un silenzio che si fa ogni giorno sempre più rumoroso.

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