Pubblicato: martedì 09 gennaio, 2018 - Tempo di lettura: 2 min.

Interfibra - Internet veloce + chiamate illimitate a partire da 9  al mese Legge elettorale regionale, il bluff delle Istituzioni

di GIOVANNI MINICOZZI

Caro amico ti scrivo…

Poteva cominciare così la nota inviata dal Sottosegretario agli Affari Regionali Gianclaudio Bressa al Presidente della Regione per avvisarlo che la nuova legge elettorale del Molise potrebbe essere impugnata dal Consiglio dei Ministri causa lo sbarramento al 10% per le coalizioni.

Il paragone riportato nella nota è quello con la Regione Calabria che, in data 9 giugno 2014, aveva approvato la legge elettorale con uno sbarramento per le coalizioni del 15% che avrebbe determinato il superamento del limite dei 30 consiglieri regionali imposto dal decreto Monti per quell’Assemblea regionale.

Il Consiglio dei Ministri, in data 10 luglio 2014, ovvero un mese dopo, impugnò la legge e lo stesso Consiglio regionale, successivamente, la modificò abbassando lo sbarramento di coalizione all’8%.

Per il Molise, invece, a distanza di circa due mesi dall’approvazione della nuova legge elettorale, il Consiglio dei Ministri non ha deciso assolutamente nulla, ma è bastata una semplice nota di preavviso inviata da un Sottosegretario per posticipare, di fatto, le elezioni regionali di due mesi, con un conseguente aggravio dei costi per i cittadini di circa 3 milioni di euro e soprattutto con un innaturale prolungamento della vita a un Consiglio e a un Governo regionale politicamente morti già da qualche anno.

Viene il fondato dubbio che sia stato tutto scientificamente orchestrato per fare slittare la data del voto al fine di recuperare candidati e alleanze in una maggioranza ormai frantumata. In mancanza di un atto ufficiale del Governo, chi di dovere, ovvero il Presidente di questa Regione, avrebbe dovuto fissare la data del 4 marzo poichè il dubbio di legittimità sollevato da Bressa non avrebbe causato alcun annullamento delle elezioni, considerando che il Parlamento italiano, eletto con una legge giudicata incostituzionale dalla Suprema Corte, è rimasto in carica per 5 anni.

E’ da sottolineare inoltre che due regioni, Toscana e Sardegna, sono dotare di una legge elettorale che prevede, seppur con un premio di maggioranza diverso dal Molise, uno sbarramento per le coalizioni del 10%.

Se poi si voleva rispettare il preavviso del Sottosegretario Bressa, si poteva modificare la legge in tempi rapidi e mantenere la data del 4 marzo come richiesto da 8 consiglieri regionali e da tutti i partiti e movimenti politici tranne il Pd che, guarda caso, risulta essere in caduta libera nei sondaggi.

Peraltro, secondo proiezioni elaborate dagli esperti, la nuova legge elettorale del Molise con lo sbarramento al 10%, con l’attribuzione dei seggi, non avrebbe fatto lievitare il numero di 20 consiglieri come poteva accadere in Calabria. Invece, l’articolo che prevede i consiglieri supplenti e non osservato, di fatto mette in circuito 5 consiglieri in più per il Molise.

Dunque le bugie hanno sempre le gambe corte e quando vengono confezionate e diffuse da alti livelli istituzionali la democrazia è a rischio.

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