Pubblicato: mercoledì 27 dicembre, 2017 - Tempo di lettura: 2 min.

Frattura come “Spelacchio”, non lo vuole nessuno. Ruta: “Per l’unità, disposto a non ricandidarmi”

di PASQUALE DI BELLO

I botti di fine anno, anzi il botto, poiché è uno solo, il senatore Roberto Ruta lo fa con qualche giorno di anticipo rispetto alla scadenza naturale del 31 dicembre. Il petardo lo spara alla fine di una tranquilla conferenza stampa nel corso del quale il senatore del Partito Democratico ha illustrato i risultati del proprio mandato. Dopo aver sciorinato provvedimenti, atti, numeri e persino la statistica (da Pierino) che lo vede protagonista con 51 voti ribelli espressi contro iul suo stesso partito, Ruta dà fuoco alle polveri e accende la miccia. A domanda risponde. Il tema è quello di una sua eventuale ricandidatura. Affilata come un rasoio la risposta: In nome dell’unità del centrosinistra sono disposto a non ricandidarmi a nulla: né alla Camera, né al Senato, né alla Regione”. La risposta Ruta la offre ai giornalisti ma il vero destinatario è Paolo di Laura Frattura. L’atteso vertice romano con Lorenzo Guerini, Laura Venittelli e l’attuale governatore del Molise – vertice già fissato per domani (28 dicembre) – è saltato. Ignoti i motivi, anche se presumibili. Dal tavolo romano Ruta, sempre in nome dell’unità, ha chiesto un passo indietro al presidente della Regione. Frattura che, dopo gli abbandoni quotidiani di amici, compagni e alleati, fa concorrenza a Spelacchio, il rachitico Albero di Natale posizionato in piazza Venezia a Roma, a fare macchina indietro non ci pensa minimamente. In attesa di conoscere le decisioni romane, Ruta ha fatto conoscere i risultati del quinquennio trascorso nella Capitale. Ruta è stato tra i più presenti in aula, a lui si devono, come primo firmatario: 534 emendamenti, 10 disegni di legge, 22 interrogazioni, 3 mozioni, 1 risoluzione e 44 ordini del giorno. Sono diversi i fiori all’occhiello di cui si può fregiare il parlamentare: l’istituzione del Parco del Matese, ottenuto anche grazie all’intervento del senatore Di Giacomo; la proroga della cassa integrazione in deroga per 300 lavoratori della ex Gam; l’accesso del Molise alle ZES (Zone Economiche Speciali); l’implementazione del trasporto pubblico regionale e il mantenimento della fermata del Frecciarossa a Termoli; il sostegno finanziario in favore delle piccole sale cinematografiche. Seguono poi gli obiettivi conseguiti nel campo dell’agricoltura come quelli sulla tracciabilità dei prodotti, le nuove norme in materia di reati agroalimentari, l’attivazione del fondo di 160 milioni di euro per il piano “Giovani in Agricoltura”. Il senatore ha poi ricordato, tra le altre cose, la battaglia per il mantenimento della Corte d’Apello in Molise. Insomma, un bilancio lusinghiero. Ruta lo srotola con un sorriso sornione che, a fine conferenza, si fa affilato come una tagliola. La legislatura è finita e – fa capire, anche se non lo dice – pure la carriera politica di Frattura. Non mi candido a nulla, dice, in nome dell’unità. Ma vale anche il contrario: davanti alla evdiente frammentazione del centrosinistra, Ruta è destinato a rimanere un protagonista della scena politica. Nazionale e regionale.

 

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