Pubblicato: venerdì 08 dicembre, 2017 - Tempo di lettura: 2 min.

“‘O Comandante” è tornato!” (di Gianfranco Vitagliano)

di GIANFRANCO VITAGLIANO
Un cinquantennio fa, Achille Lauro faceva campagna elettorale distribuendo pacchi di pasta, mezza banconota o una scarpa, promettendo l’altra a voto ottenuto.
Cinquant’anni dopo, la tecnica è migliorata ma la filosofia è la stessa.
Dunque, mettendo le “promesse” in fila:
– siglato l’accordo che avvia la stabilizzazione dei precari della sanità molisana, oltre 400 persone in complesso fra medici, infermieri, tecnici di laboratorio e altre figure professionali del comparto;
– cinquanta nuovi dipendenti all’Azienda speciale Molise Acque, da assumere, con un bando pubblico per tre anni e part time;
– la Giunta regionale ha approvato con delibera, a fine novembre, il piano occupazionale 2017-2019, con 14 stabilizzazioni (per quelli della sala operativa e del centro funzionale della Protezione civile, prorogati per ora fino al 30 novembre 2019) e 1 mobilità;
Qualche riflessione.
Il 22 giugno è entrato in vigore il decreto di riforma del lavoro pubblico, decreto Madia, che punta all’obiettivo dichiarato di ridurre il precariato nella Pa.
Le misure introdotte dal decreto legislativo non sanciscono un diritto alla stabilizzazione, posto che l’effettiva immissione nei ruoli dell’Amministrazione potrà esser disposta, nel triennio 2018-2020, sempre in conformità al piano triennale dei fabbisogni ed entro i vincoli di finanza pubblica (pareggio di bilancio, limiti di spesa per il personale, disponibilità dei posti). Nelle more del completamento delle procedure di stabilizzazione, le Amministrazioni possono prorogare i contratti di lavoro dei soggetti interessati alle procedure medesime e non posso instaurare nuovi rapporti di lavoro flessibile.
Perciò questi signori – che nel frattempo hanno autorizzato diversi rapporti di lavoro flessibile – si sono ricordati, adesso e ad appena tre mesi dalle elezioni, del decreto Madia e sono partiti “con la pasta e la scarpa”.
Per fare un esempio, per i precari in sanità: a gennaio si parte con l’iter, il cui calendario sarà fissato nel corso di un nuovo incontro già programmato per il 22 di quel mese; l’Asrem intanto proroga i contratti in essere per tutti i precari al 30 giugno prossimo, salvo ulteriore proroga se le procedure non sono finite.
Allora tutti a correre, ora. Se ci saranno poi i posti e le risorse si vedrà. E se saranno insufficienti, chi e quanti di quelli che ora corrono si fermerà?
Non è un loro problema.
Tra poco si vota. E serve anche disponibilità a candidarsi. Al resto ci si penserà dopo.
E l’informazione?
Nel 2012 strillava: Arrivano le elezioni e spuntano i soldi a milioni!
Ora dispensa in giro, con i campanelli del Natale, la soddisfazione de “O comandante”!
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