Pubblicato: martedì 28 novembre, 2017 - Tempo di lettura: 2 min.

Interfibra - Internet veloce + chiamate illimitate a partire da 9  al mese Crisi dell’edilizia, il trucco c’è ma non si vede

di GIOVANNI  MINICOZZI

Al di là delle statistiche l’economia molisana non si riprende, anzi, secondo molti osservatori, le magie pre-elettorali del governo Frattura rischiano di affossarla in modo irreversibile.

Esempio devastante, da questo punto di vista, sono i mandati di pagamento per i lavori già realizzati da circa due anni per la ricostruzione post terremoto, le cui liquidazioni sono ferme al mese di luglio del 2016. Altri lavori pubblici sono stati regolarmente appaltati senza alcuna disponibilità di cassa per pagare gli stati di avanzamento. E ancora: acquedotti rurali, strade, reti fognanti, tutte opere finite da tempo e non liquidate.

In sostanza, il settore dell’edilizia è stato messo a dura prova scaricando tutti gli oneri sulle imprese appaltatrici, ridotte alla canna del gas con le banche che inseguono i debitori e in qualche caso li fanno fallire.

Per non parlare dei famosi 90 milioni di euro, riprogrammati due anni fa in pompa magna da Paolo Frattura e Pierpaolo Nagni, poi inseriti nel Patto per il Molise, per i quali, in molti casi, mancano i progetti esecutivi che i rispettivi enti locali non riescono ad approntare per mancanza di risorse. Non a caso, l’ultimo rapporto di Bankitalia ha sottolineato la grave crisi che ancora attanaglia il settore dell’edilizia, storicamente trascinatore dell’economia molisana.

In tale contesto risulta davvero imbarazzante il silenzio, pressochè totale, delle associazione che rappresentano imprenditori e lavoratori del comparto. Dunque una situazione apparentemente paradossale, ma che, secondo alcuni osservatori, sarebbe collegata al classico trucco del presunto voto di scambio. Ovvero, in vista delle elezioni regionali, l’indisponibilità di cassa oggi paventata per giustificare i mancati pagamenti, si trasformerebbe in liquidazioni cash ed omnicomprensive, solo dopo la presentazione delle liste, quindi fra circa tre mesi.

Il trucco c’è, ma non si vede. Per avere la conferma del fattaccio bisognerà aspettare alcune settimane.

Resta da capire però se le imprese e i lavoratori interessati avranno l’ossigeno per sopravvivere fino alle prossime elezioni.

Per quanto ci riguarda approfondiremo il tema nei prossimi giorni e in caso di ulteriori conferme informeremo le autorità preposte al controllo e al rispetto della legalità.

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