Pubblicato: sabato 28 ottobre, 2017 - Tempo di lettura: 4 min.

Ulivo 2.0, la giravolta di Antonio Di Pietro

di GIOVANNI MINICOZZI

Il faccia a faccia tra Antonio Di Pietro e Roberto Ruta ha chiuso la kermesse organizzata da art.1 Mdp al Centrum Palace di Campobasso. È stato un confronto sereno ma, a tratti, puntiglioso e imbarazzante. È partito in quarta il Senatore Roberto Ruta, il quale ha subito offerto con generosità la candidatura all’ex ministro per il vertice della Regione. “In nome dell’unità sono pronto a tornare a scuola per insegnare, convinto che tu – ha detto il Senatore a Di Pietro – sarai in grado di creare una squadra unita e di rispettare il programma che costruiremo insieme”. L’ex pm ha subito rifiutato l’offerta, con motivazioni poco convincenti. “Non sarò mai il candidato, né al Parlamento, né alla Regione, che divide ulteriormente il centro-sinistra, anche perché – ha spiegato Di Pietro -, la prima volta che è stato fatto il mio nome non ho trovato consenso. Il centro-sinistra diviso perderà le elezioni ed io non ho intenzione di andare alla ricerca di un posticino da estrema unzione”. A chi gli ha fatto notare che l’unica opposizione alla sua candidatura era arrivata da Paolo Frattura, Antonio Di Pietro ha sorriso, senza aggiungere altro. L’ex ministro ha poi ammesso che in questi anni Paolo Frattura ha sbagliato alcune scelte importanti, ad esempio quelle sulla sanità, sulle infrastrutture e sul lavoro. Appare evidente pero’ che, pur criticando l’operato di Paolo Frattura e trincerandosi dietro la ricerca affannosa di una unità quasi impossibile, la posizione di Di Pietro è apparsa a molti osservatori come un vero e proprio “dietro-front” rispetto alle dichiarazioni inequivocabili rilasciate alla stampa nelle settimane scorse. Dichiarazioni che osannavano l’ulivo 2.0 e in particolare l’Mdp. “Sono pronto a portare la bandiera di Bersani per rilanciare l’ulivo del quale sono stato socio fondatore”. A chi gli chiedeva testualmente: ” accordo quasi fatto con Bersani?”, lui rispondeva “togli il quasi, perché ho incontrato i vertici di Mdp e con loro ho raggiunto l’intesa”. Dunque una posizione del tutto inaspettata quella di Di Pietro che, di fatto, ha cambiato le carte in tavola per le prossime regionali, anche se Roberto Ruta, Danilo Leva e gli altri soci fondatori di Ulivo 2.0 hanno ribadito che loro andranno avanti per vincere le elezioni, con un progetto politico chiaro ed alternativo alle decisioni assunte da Frattura in questi anni. Secondo i bene informati, il figlio Cristiano avrebbe raggiunto un accordo con Vittorino Facciolla per candidarsi nella sua lista, con l’obiettivo di arrivare secondo e subentrare in consiglio allo stesso Facciolla, che si dimetterebbe per rifare l’assessore. Ma Vittorino Facciolla e Paolo Frattura, nel 2013, non avevano fatto la stessa promessa ad Oreste Campopiano? Ci sembra che oggi il più accanito avversario dei due esponenti politici sia proprio l’avvocato termolese. Davvero imbarazzante, infine, la risposta di Antonio Di Pietro alle domande sulle diverse vicende giudiziarie che hanno coinvolto il governatore, dalla sentenza di Bari, alla Biocom, dalla villa al mare ai tanti conflitti di interesse. “Frattura venne da me prima di presentare la denuncia a Bari ed io lo sconsigliai dicendogli: “pensaci bene”. Oggi si trova indagato per calunnia, ma un avviso di garanzia non è una condanna e anche a voi dico pensateci bene perche’ Frattura verra’ assolto”. A bastonare Paolo Frattura sui fatti giudiziari che lo riguardano è stato invece il Senatore Roberto Ruta: “Sono garantista dal primo vagito, ma questa vicenda è particolare perché Frattura presentò denuncia non da privato cittadino, ma nella sua qualità di Governatore del Molise. La denuncia, con la quale chiedeva l’applicazione di misure cautelari privative della libertà, ha cambiato la vita ad un magistrato, che è stato trasferito dalla sua sede, e ad una giornalista, entrambi assolti poi con formula piena. Quella di Frattura è stata una misura estrema alla quale, a fronte di una assoluzione, dovrebbe seguire una assunzione di responsabilità politica”. A chiudere i lavori dell’Mdp è stato l’onorevole Danilo Leva, che ha invitato Antonio di Pietro a mettere da parte le ambizioni personali e a condividere la bontà di un progetto politico alternativo a Frattura per ridare dignità ai molisani. Infine Leva ha criticato l’annunciato scelta del figlio Cristiano di votare la nuova legge elettorale regionale proposta da Frattura. Insomma, la distanza di Antonio Di Pietro dall’ulivo 2.0 oggi è apparsa incolmabile e tutto lascia prevedere che l’ex pm ritornerà nelle braccia di Frattura. Il faccia a faccia di oggi, organizzato dall’Mdp, forse è servito a fare chiarezza sulle reali intenzioni di Antonio Di Pietro, fino ad oggi altalenanti.

Lascia un commento

XHTML: Puoi utilizzare i seguenti tags html: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

 
Il Giornale del Molise, reg. Tribunale di Campobasso n. 269 del 11/10/2001 - Editore E.I.S. srl – via San Giovanni in Golfo Z.I. 86100 Campobasso – P.IVA 01576640708
Editorialista Pasquale Di Bello - Direttore responsabile Manuela Petescia

Questo sito utilizza cookie tecnici, di profilazione e di marketing, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Continuando la navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi